Brunetta, le bugie di governo e la violenza impunita di Genova

Renato Brunetta, ministro della funzione pubblica, si è finalmente disvelato in tutta la sua conoscenza. Intervenendo ad un convegno dei Circoli del "buon governo" di Marcello Dell’Utri torna alla carica contro i fannulloni, associandoli alla sinistra. Finalmente il nemico è stato individuato e circoscritto. Sarà sufficiente per eliminarlo?

Adeguata e legittima la risposta di Epifani: "Tiri fuori le prove perché se non lo fa è un bugiardo". Ed è questa la chiave molto semplice della comunicazione di governo. Continuare a intasare i media con questo tipo di dichiarazioni, senza legarle minimamente a fatti e prove. Perchè in Italia un politico è immune anche dal dover rispondere delle bugie che semina?

E via con il festival del "trova il nemico", che fa sempre bene ai sondaggi d'opinione: prima il comunista, poi il rumeno, e l'immigrato in generale, poi l'impiegato pubblico, poi la caccia ai baroni. Questa la condivisibile analisi del giornalista e docente universitario Carotenuto:

"Brunetta non li porterà i nomi dei fannulloni di sinistra perché quello che vuole il governo è avere un nemico interno da additare per i propri insuccessi, un nemico interno da dare in pasto agli umori di pancia dei suoi, un nemico interno sul quale accanirsi per cementare consenso. Succedeva negli anni ‘20 e non sembra che a quasi un secolo di distanza le forme dell’individuazione del nemico interno siano poi molto più sofisticate."

Con un governo che si riempie la bocca di parole retoriche e cariche di violenza non c'è da sorprendersi che siano tornate all'ordine del giorno le violenze squadriste in Italia. L'attacco di Piazza Navona, l'irruzione impunita a "Chi l'ha visto" con minacce conseguenti, e due giorni fa l'ennesima aggressione a Bologna. Motivi? Sembravano di "sinistra".

L'impunità di cui godono certi personaggi fa veramente ben poco sperare. Così come le indegne sentenze su Genova (nel video sopra le testimonianze di chi ha vissuto Bolzaneto) con l'assoluzione di tutti i vertici della Polizia e le agghiaccianti parole di Canterini, uno dei pochi condannati (che non si farà mai un minuto di carcere) : "Abbiamo perso una battaglia, ci siamo sentiti umiliati e forse traditi. Ma quante volte chi ci aggrediva pensava di averci sopraffatto e poi si accorgeva che invece eravamo vivi e fieri di esser noi. Lasciamo tutte queste persone nei loro passamontagna e con i loro bastoni, diamogli l'illusione di aver vinto e facciamogli vedere che alla lunga saremo noi a vincere. Coraggio ragazzi, il vostro comandante vi è vicino e ancora indossa il casco insieme a voi."

Basterebbe questo a indicare l'osceno baratro in cui l'Italia sta cadendo. Il fanatico rovesciamento del reale che provoca fratture insanabili tra cittadini e rappresentanti istituzionali e l'aggressività darwinista di questo esecutivo non porteranno che ulteriore violenza. Di questo il governo e i suoi ministri dovranno rendere conto.

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