Gaza: Protesta dei dipendenti pubblici. Hamas minaccia di lasciare il Governo

PALESTINIAN-ISRAEL-CONFLICT-GAZA

La questione degli stipendi dei 50mila dipendenti pubblici di Gaza, non pagati ormai da sette mesi, rischia di far saltare il governo di unità nazionale Hamas-Fatah.

La condizione economica e sociale nella Striscia rimane esplosiva, dopo l'operazione militare Margine Protettivo messa in atto dal governo israeliano. Ma a rendere ancora più complicata la situazione è l'estrema litigiosità tra la fazione islamista, che ha governato Gaza per sette anni, e il partito del Presidente Abu Mazen. Da quando sono al governo insieme le accuse reciproche sono all'ordine del giorno.

Forse l'epilogo dell'esecutivo di unità nazionale potrebbe arrivare proprio a causa della mancato pagamento dei salari: "l’Anp, infatti, ha versato 1.200 dollari a testa a 24mila impiegati, lasciandone però fuori altri 26mila, per lo più sono nel settore della sicurezza". (Via Nena News).

Per questo motivo, lunedì scorso è incominciato uno sciopero che raggruppa i dipendenti dei vari ministeri, seguito ieri dalla decisione degli ex impiegati di entrare in sciopero della fame. Ma non è tutto, la protesta si è ulteriormente radicalizzata nelle ultime ore.

Gli impiegati sono riusciti ad entrare nel quartier generale del governo e hanno annunciato un sit-in che terminerà soltanto quando Abu Mazen si deciderà a sbloccare la situazione. I lavoratori di Gaza sono convinti di essere stati discriminati, perché ritengono che sia in atto una differenza di trattamento rispetto a quelli di Ramallah.

Inoltre, il timore diffuso è quello che i lavoratori pubblici gazawi verranno sostituti tutti da personale legato a Fatah. Questa sarebbe una sorta di "vendetta" del 2007. In quell'occasione i 70 mila impiegati della fazione del Presidente Abu Mazen venero rimpiazzati dai circa 50 mila di Hamas.

Sempre Nena News, ci informa che ieri Mushir al-Masri, portavoce del gruppo islamista, ha minacciato l'abbandono del governo, se a breve non ci sarà un sblocco dei fondi. Ed ha aggiunto: "Il governo non si è preso le sue responsabilità nei confronti della Striscia di Gaza, in particolare dei dipendenti pubblici. Ogni giorno il governo dimostra di essere un esecutivo di divisione e non di consenso nazionale".

Intanto le due fazioni si accusano anche sulla questione dei valichi al confine con Israele e Egitto. Fatah sostiene che è Hamas che rifiuta di cedere il controllo dei corridoi. Per gli islamisti, invece, è l'Anp che si sta comportando in maniera iniqua, perché pretende l'assenza di impiegati pubblici di Hamas ai confini.

Ovviamente a fare le spese della discordia tra Hamas e Fatah è la popolazione di Gaza. Il disaccordo vigente all'interno del governo ritarda gli investimenti nella Striscia e ha, di fatto, bloccato l'ingresso dei materiali da ricostruzione.

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