Ore 12 - Ma è questa la "nostra" Italia?

altroStamattina un reportage di Repubblica ci “apre” il mondo del mercato ortofrutticolo di Milano.

In un ambiente via di mezzo fra il libro “Dagli Apennini alle Ande” e il film “C’era una volta in America”, dalle tre alle 10, ogni mattina si calpesta ogni diritto di chi lavora e si consuma l’offesa alla dignità della persona.

In una “zona franca”, dove in una notte girano 3 milioni di euro, e dove lo Stato non si sa dov’è, oltre la metà dei 3000 lavoratori dell’Ortofrutticolo sono irregolari, solo braccia da spremere come limoni.

Sono gli “schiavi delle cassette”, in balia di caporali e capetti al soldo di tutti i clan malavitosi, camorra, mafia, ndrangheta. Gli sfruttati sono extracomunitari, per lo più clandestini, che s’ammazzano di lavoro (e di coltellate) per due euro e mezzo di paga l’ora, 10-15 euro al giorno.

Così è a Milano. Così è a Roma. Così, con le dovute proporzioni, è negli altri mercati cittadini. Anche questa è l’Italia 2008, iceberg di una costellazione di disperati e di sfruttati.

Un’Italia diversa da quella delle “caste” vista l’altra sera nella trasmissione Anno Zero di Santoro, già presentata da Polisblog, anche se politicamente “sotto tono”.

Quindi: il barbiere della Camera prende più di un alto funzionario del Congresso americano, i nostri senatori incassano uno stipendio quattro volte superiore a quello dei colleghi Usa, un presidente di regione come Niki Vendola si becca 226 mila euro, il giornalista scrittore fustigatore Gian Antonio Stella si mette in tasca 300 mila euro l’anno e Santoro … beh, lasciamo stare.

Moralisti ignobili che sono come o peggiori di coloro che intendono fustigare e mettere alla berlina.

E l’onorevole Gabriella Carlucci si lamenta che gli stipendi dei parlamentari sono troppo bassi e invidia gli operai, “fortunati e senza problemi”.

Siamo un paese in bilico fra la farsa e la tragedia. A forza di certe “trasmissioni verità” e al grido dell’antipolitica siamo giunti all’Italia dei disperati e all’Italia delle caste.

Nel mezzo, gli italiani “veri” che tirano la carretta per arrivare a fine mese.

Non ci vuole meno politica. Ci vuole una politica diversa e nuovi politici con idee, ideali e valori.

Perché mai nessuno scrive quanto guadagnavano (e come vivevano) i De Gasperi, Togliatti, Nenni, La Malfa, Amendola, Di Vittorio, Fanfani, Moro?

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