Dimissioni Napolitano: Stop alle Riforme fino ad elezione del nuovo Presidente?

Enrico Letta Government To Face Confidence Vote

Cosa succede adesso che si è dimesso Napolitano? Ci sarà lo stop alle riforme? A far presagire un'ipotesi del genere, è quanto accaduto alla Camera e al Senato. Mentre Re Giorgio lasciava il Quirinale, a Montecitorio, Movimento 5 Stelle, Lega e Sel hanno chiesto di fermare la discussione del ddl Boschi. Quasi contemporaneamente, a Palazzo Madama, è stata avanzata l'istanza di interruzione dell'analisi della nuova legge elettorale.

Secondo le opposizioni, sarebbe necessario attendere l'elezione del nuovo Presidente della Repubblica prima di procedere su materie così delicate. Di tutt'altro avviso sarà senz'altro Matteo Renzi, che spinge da tempo per un'approvazione delle riforme in tempi brevi. Inoltre, il premier deve a Napolitano il "favore" di essere rimasto altre due settimane dopo capodanno.

Tale concessione è stata fatta al rottamatore proprio per dargli l'opportunità di tentare di concludere il cammino delle "riforme", prima della nomina del nuovo Capo dello Stato. Cosa che non sarebbe potuta avvenire nel caso in cui si fosse anticipata la convocazione della Camera in seduta comune.

Alla Camera, oggi è stato necessario interrompere la Conferenza dei Capigruppo. Ciò è avvenuto proprio in seguito alla richiesta di stop alla discussione sulla Riforma del Senato. La Presidente Boldrini, allora, ha rimesso la decisione ai gruppi parlamentari. Tuttavia, ci ha tenuto a specificare che sul piano giuridico e costituzionale non ci sono precedenti per cui la Camera debba interrompere l'attività legislativa.

Stesso copione a Palazzo Madama, dove la capogruppo di Sel, Loredana De Petris, ha chiesto alla presidente vicario del Senato, Valeria Fedeli, una sospensione dell'analisi della legge elettorale.

Secondo quanto riportato da Il Fatto Qutidiano, De Petris ha spiegato così la sua iniziativa:

"Abbiamo sollecitato di fissare un incontro immediato volto a stabilire la sospensione dei lavori parlamentari sulla legge elettorale, così come è già stato richiesto peraltro da alcuni capigruppo della Camera alla presidente Boldrini. Considerando la fase molto delicata, tanto sul piano istituzionale quanto su quello politico avviata oggi con le dimissioni del presidente Giorgio Napolitano, ci sembra doveroso evitare che temi fondamentali come legge elettorale e le riforme istituzionali si intreccino con le trattative sottobanco per individuare il nuovo capo dello Stato”.

Difficile che venga accettato uno stop alla discussione. In ogni caso, le iniziative di oggi finiranno per rallentare ulteriormente il cammino, già accidentato, delle riforme.

I lavori alla Camera erano ripresi questa mattina, ma sono andati molto a rilento. In due sedute, l’assemblea ha esaminato poco più di 30 emendamenti (su un totale di circa 1300 presentati). A rendere complicata un'accelerazione è l'ostruzionismo delle opposizioni, compresa l'ala frondista di Forza Italia. A tale riguardo, segnaliamo che Renato Brunetta oggi ha esortato i colleghi a una accurata riflessione sull’opportunità di procrastinare l’esame del ddl Boschi.

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