Renzi, scaltro e fortunato. Occhio alla buccia di banana…

Di Matteo Renzi si può dire tutto ma non che non sappia cogliere al volo l’attimo e che non sia, oltre che scaltro, anche fortunato. Un esempio? Il semestre europeo di presidenza italiana.

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Sei mesi fa, alla vigilia della guida italiana della Ue, il nostro premier si sperticò annunciando promesse di svolta per far “cambiare verso” all’Europa, in particolare alla sua politica economica, ingessata pro Germania, agli ordini della Merkel.

E oggi, dopo sei mesi, “passata la festa gabbato lo santo”, un appuntamento mancato, un vero e proprio flop a dodici stelle, nessun progresso concreto e visibile nell'agenda e nei dossier che erano sul tavolo. Siamo lì dove eravamo all'inizio del semestre. Addirittura Renzi non è stato capace (o non è stato in grado) di ottenere neppure il contentino dell’accordo sul “Made in”.

Dice a Radioarticolo1 Fausto Durante responsabile del segretariato Europa della Cgil: “In Europa non ci si è accorti di particolari progressi nell'agenda e nei dossier che erano sul tavolo della presidenza italiana, né si è avuta una particolare efficacia delle iniziative che la presidenza italiana ha messo in cantiere, peraltro compiti contrassegnati da una qualche disfunzione organizzativa e da un contesto generale di disinvoltura eccessiva, mostrata da Renzi, per il protocollo e per i doveri istituzionali. Disinvoltura che a Bruxelles ha lasciato il segno”.

Sul tappeto c’erano (e restano) questioni di grande importanza, non certo di lana caprina: ad esempio l'agenda digitale, l’immigrazione e l’accoglienza, infine il dibattito sulla flessibilità, cioè sui vincoli di bilancio ed economia pubblica che l'Unione europea avrebbe allentato.

Il consuntivo di questi sei mesi di presidenza italiana in Europa è stata tirato da Renzi con il suo discorso nel parlamento europeo distratto e semi vuoto. In Italia, nulla o quasi-nulla, a cominciare dal Pd, prima partito di governo, in altre faccende affaccendato. Superficialità o scelta politica del premier, del governo, del Pd, della politica italiana?

Fatto sta che, a cominciare da Renzi, non si vedeva l’ora di voltar pagina, dimenticare questa parentesi, come si trattasse di ordinaria amministrazione. In questo senso, ad inizio di questo post, si ricordava il Renzi capace di cogliere al volo l’attimo, il suo fare scaltro e il suo essere fortunato.

Agli italiani viene offerto su un piatto d’argento il fatto del giorno, l’addio di Napolitano e la nuova battaglia che si apre per sostituirlo. Il tam-tam mediatico copre la ritirata europea al premier-segretario, pronto a lanciare nuovi proclami, nuove promesse, nuovi successi.

Renzi, pieno di sé e confidando nella buona stella, avanza a spada tratta e con lo sguardo in alto sulla sua strada. A volte basta una buccia di banana per ruzzolare a terra.

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