Bossi vola con il Carroccio "di lotta e di governo"

Non sono preoccupati, nel Pdl. Sono bugiardi. Bugiardi due volte. Perché dicono che Bossi è “un alleato fedelissimo di Berlusconi” e perché dicono che “la concorrenza del Carroccio fa bene”.

Gli ultimissimi sondaggi di oggi (Swg per Affaritaliani.it) vedono la Lega prendere il volo: 11 per cento a livello nazionale nelle intenzioni di voto, 30 per cento della fiducia degli italiani (come il Pd).

Un exploit! Più avanti delle politiche di aprile e meglio del 1996.

Primo partito in Veneto e forse anche in Lombardia, addirittura la Lega sbarca più a sud: Toscana, Emilia Romagna, Marche, con il Carroccio che raddoppierebbe portandsi sul 3 o 4 per cento. Anche in queste zone si è ramificato, con dirigenti tirati su in mezzo alla gente.

Ma i conti, si sa, in politica devono tornare. Se un partito avanza, un altro indietreggia. E la Lega “ruba” voti al Pdl, visto oramai come il partito di Forza Italia (quindi con molti elettori di An in stand by o già in fuga), e debole e diviso nel territorio.

Insomma, Bossi convince e interpreta bene il doppio ruolo di presenza “autonoma” e di “spinta” nell’esecutivo. Al Senatur, almeno in questa fase, riesce bene il “doppio gioco” di essere partito di “lotta e di governo”.

Le “sparate” (quelle del leader ma anche quelle dei suoi colonnelli e dei suoi amministratori locali) sono funzionali per ottenere copertura mediatica e lo “smarcamento”, a uomo o a zona a seconda dei casi, servono per marcare l’identità e il ruolo del partito.

Bossi ride sornione, per ora. Ma naviga con perizia tra i marosi, in cerca di nuovi porti da conquistare.

Berlusconi ostenta sicurezza. Veltroni vede l’ombra del Carroccio allungarsi verso il quadrilatero rosso: Toscana, Emilia Romagna, Umbria, Marche. Sgretolato quello, addio Pd.

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