Quirinale, l'incontro tra Berlusconi e Alfano: no a un nome del Pd

Domani mattina incontro tra Berlusconi e Renzi

ITALY-POLITICS

21:15 - È terminato l'incontro Berlusconi-Alfano. Dalle indiscrezioni immediatamente successive, pare che i due leader abbiano deciso di unire le forze per la candidatura di un "moderato", e che siano d'accordo nel non voler accettare un nome del Pd.

Domattina alle 9 è in programma un incontro tra Silvio Berlusconi e Matteo Renzi.

19 gennaio - È in corso a Milano, nella sede della prefettura, l'annunciato incontro tra Angelino Alfano e Silvio Berlusconi, che ha come tema la scelta di un candidato comune al Quirinale. All'incontro, a quanto si apprende, sono presenti Lorenzo Cesa, Maurizio Lupi, Gaetano Quagliariello, Niccolò Ghedini e Giovanni Toti.

La notizia dell'incontro


Mentre impazza il Toto Quirinale, è arrivata la notizia che Silvio Berlusconi vedrà Angelino Alfano e una delegazione di Ncd la prossima settimana. L'incontro, secondo quanto riporta oggi La Stampa, potrebbe avere luogo nella giornata di martedì o di mercoledì al massimo. Tema del vertice? Il nuovo Presidente della Repubblica, ovviamente.

Il leader di Forza Italia e l'attuale ministro degli Interni non si vedono dal novembre del 2013. I rapporti tra i due, dall'uscita dell'ex Cav dal governo Letta, sono sempre stati molto tesi: le accuse di tradimento e le stoccate polemiche non sono mancate. Una spaccatura che si è andata acuendo con il passare del tempo: da un lato Berlusconi intento a preservare la sua egemonia sul polo conservatore e i suoi "interessi", anche attraverso il Patto del Nazareno, dall'altro Alfano che sogna un grande polo moderato, ben distante dalla Lega di Salvini.

Ma ora in ballo c'è l'elezione del prossimo inquilino al Quirinale, e i due rivali potrebbero tentare di mettere in campo una strategia comune. Tale scelta sarebbe dettata dal comportamento di Matteo Renzi, che non scopre le carte sul Quirinale, tenendo tutte le ipotesi in piedi. E ciò sta innervosendo non poco Berlusconi, ma anche Alfano. Se il rottamatore all'ultimo spiazzasse tutti tirando fuori dal cilindro un nome "troppo di sinistra" e gradito alla società civile, in grado di guadagnarsi i favori dei 5 stelle, per l'ala destra dell'emiciclo parlamentare sarebbe una sconfitta.

Berlusconi ha in animo di vedersi pure con Salvini, cercando così di tessere una rete di "emergenza", qualora Renzi gli voltasse le spalle. Difficile, però, immaginare che il vecchio schieramento di centro-destra si metta d'accordo sul nome di un candidato da presentare al Presidente del Consiglio, magari per farlo eleggere alla prima votazione.

Intanto, in Forza Italia pare che si sia ritrovata una certa concordia. Berlusconi e Raffaele Fitto hanno deposto, almeno per ora, l'ascia di guerra. L'ex ministro ha anche difeso Renato Brunetta dall'accusa di " fannullone", rivoltagli da Renzi in settimana. Certi segnali fanno presagire che sul Colle potrebbe esserci un'intesa almeno nel partito dell'ex Cav., così dilaniato nell'ultimo periodo da scontri interni.

Ma Renzi può veramente permettersi di far eleggere un candidato sgradito a Berlusconi, mettendo così a rischio le riforme?

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