Discorso sullo Stato dell'Unione, Obama: "Crisi finita!"

Aumento delle tasse per i grandi capitali a vantaggio del ceto medio

Aggiornamento 21 gennaio - Nel suo discorso sullo Stato dell'Unione (il penultimo della sua presidenza) il Presidente americano Barack Obama ha dichiarato ufficialmente "finita" la crisi economica in nordamerica, rivolgendosi in particolare ai repubblicani con toni decisamente molto sicuri e diretti e chiedendo loro di riflettere su politiche che, in genere, sono diametralmente opposte a quelle discusse in ambito repubblicano.

Il rivolgersi al popolo ed ai politici repubblicani americani di Obama ha un motivo ben preciso che deriva dalle elezioni di mid-term, da quando cioè il Congresso è diventato a maggioranza repubblicana: una sconfitta non menzionata dal Presidente ma che è stata ugualmente il perno attorno al quale si è costruito l'intero discorso (che potete ascoltare nel video in testa a questo post). Dai toni molto fiduciosi e "spavaldi" scrive il New York Times, Obama ha menzionato il recente accordo con Cuba, che sposta di molto il peso nei rapporti tra Washington e L'Avana, gli accordi sul clima con il gigante cinese e, sopratutto, i dati positivi in campo economico, motivo secondo gli analisi del suo recente innalzamento di popolarità tra gli americani.

La disoccupazione al minimo ed il livello di crescita ai massimi dal 2008 sono le "medaglie" più splendenti che Obama mostra nel suo discorso: un cambio di pagina rapido e sostanziale che secondo Obama sarà duraturo nel tempo:

"Ora sta a noi scegliere cosa vogliamo diventare nei prossimi 15 anni. Vogliamo un’economia in cui solo pochi di noi se la cavano spettacolarmente bene? O ci impegneremo ad avere un sistema che genera introiti e opportunità crescenti per chiunque si impegni? Il verdetto di questi ultimi anni è chiaro. Le politiche per la classe media funzionano. Espandere le opportunità funziona. E queste politiche continueranno a funzionare finché la politica non si metterà in mezzo"

ha detto il presidente americano nel suo discorso. Il tema tasse (Obama ha proposto un aumento per le classi più abbienti, nuove tasse sulle rendite, sulle banche e le finanziarie e un taglio drastico per famiglie e più poveri) è stato centrale: l'attenzione verso la classe media, in genere più votata verso i democratici, e il diktat ai repubblicani di porre il veto qualora il Congresso cercasse di cambiare la natura della riforma sanitaria, della nuova legge sull'immigrazione e delle nuove aliquote sulle grandi finanziarie americane.

I nuovi trattati commerciali con Giappone ed Unione Europea sono uno dei temi più cari al Presidente Obama negli ultimi anni di presidenza, per i quali ha chiesto la piena collaborazione del Congresso: la politica estera di Obama, spesso osteggiata dai repubblicani, è ora ad un vero punto di svolta, o meglio di accelerazione e concretizzazione del seminato: il sostegno chiesto dal Presidente a possibili operazioni militari in Iraq e Siria.

Insomma, tra un bastone ed una carota, una battuta ed un abbraccio, Obama sembra volersi avvicinare alla nemesi repubblicana per chiudere trionfalmente il suo secondo mandato, cercando appoggi sopratutto in politica estera, laddove la sua amministrazione ha latitato di più.

Stato dell'Unione: Obama annuncerà la nuova politica fiscale

Domani sera il presidente degli Stati Uniti si presenterà al Congresso per il tradizionale Discorso sullo Stato dell'Unione, il penultimo del mandato di Barack Obama e il primo davanti a un Parlamento a maggioranza repubblicana. Sui giornali americani fioccano indiscrezioni sul contenuto dell'intervento di Obama, ma sembra accertato che il presidente approfitterà dell'occasione per annunciare una nuova politica fiscale e, al tempo stesso, sfiderà i repubblicani a dire di no.

Sabato la Casa Bianca ha annunciato un pacchetto di iniziative per finanziare tagli alle tasse del ceto medio, tra cui incentivi per le famiglie con due redditi e l'aumento del bonus per i figli. Tutto questo si dovrebbe ottenere con un massiccio aumento delle tasse sul capital gain e in generale sulle grandi ricchezze. È probabile che nel discorso di domani sera Obama spieghi nel dettaglio questa proposta, che secondo le prime voci prevede per le casse dello Stato un introito di 320 miliardi di dollari nel prossimo decennio.

Obama si presenterà davanti al Congresso, e ai cittadini, forte dell'impressionante miglioramento dell'economia americana nell'ultimo anno, con la ripresa della produzione e il calo della disoccupazione. Obama, prevedono gli analisti, spiegherà a che punto si è arrivati e come ci si è arrivati, cosa ha funzionato e cosa no, e a quel punto illustrerà i prossimi passi per portare benefici al ceto medio, ancora non del tutto ripresosi dalla crisi economica.

Lo scontro con i repubblicani è praticamente inevitabile. Il terreno comune tra i due partiti in materia fiscale è pressoché inesistente, e già negli scorsi anni è stato sulle tasse che si sono avuti gli scontri più duri: ora che il Gop detiene la maggioranza in entrambi i rami del Congresso l'opposizione sarà serrata. Ma Obama, sfidando apertamente i repubblicani in un'occasione tanto importante, vuole metterli spalle al muro costringendoli, in caso di opposizione, a spiegare ai cittadini il perché del loro rifiuto.

Ed evidentemente lo scontro si sposterà alla campagna elettorale del 2016, che inizierà fra pochi mesi con le prime mosse per le primarie. È convinzione di tutti gli esperti che la prossima tornata elettorale si giocherà quasi interamente sul fisco, e i candidati saranno chiamati a proporre soluzioni solide e credibili. Obama vuole far sì che questa nuova politica fiscale sia la propria eredità, lasciata anche per facilitare la strada a chi si candiderà tra i Democratici (non a caso Andrew Cuomo, uno dei favoriti se Hillary Clinton non dovesse candidarsi, proprio in questi giorni ha annunciato una riforma fiscale per lo Stato di New York), proponendosi come difensore del ceto medio e costringendo sulla difensiva i Repubblicani, che saranno descritti come i difensori dei grandi capitali.

President Obama Addresses The Nation To Outline Strategy On ISIS

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