Quirinale, Fassina: caso Cofferati pesa parecchio

Fassina:“la vicenda Cofferati non aiuta a costruire un clima positivo”. Nardella il sindaco di Firenze renziano doc parla di strumentalizzazione della vicenda ligure: "da meschini minacciare agguati in Parlamento"

Il caso Cofferati condizionerà la partita per il Quirinale. Dopo le primarie perse per la scelta del candidato Pd a governatore della Liguria, vinte da Raffaella Paita, l'ex segretario generale della Cgil ha lasciato in polemica il suo partito denunciando palesi irregolarità nelle corsa alla candidatura per la carica di presidente.

Il Pd, leggi Renzi, secondo Sergio Cofferati non ha dato il giusto peso alla sua denuncia ("silenzio inaccettabile") quindi lui ha deciso di lasciare. Ora la minoranza dem affila però le armi, è Stefano Fassina a promettere conseguenze proprio sulla scelta del prossimo Presidente della Repubblica.

Per Fassina la vicenda Cofferati di certo "non aiuta a costruire un clima positivo” per l'elezione dell'inquilino del Colle.

“Il modo sbrigativo, offensivo per la dignità di Cofferati con cui la sua scelta è stata trattata, pesa notevolmente sul Quirinale"

dice l'ex viceministro all'economia.

Arriva a stretto giro la risposta del renziano di ferro Dario Nardella, sindaco di Firenze, che parla di una strumentalizzazione della vicenda ligure:

"È da meschini minacciare agguati in Parlamento”.

Cofferati intanto si toglie qualche sassolino dalle scarpa:

"Vedo che Renzi va in televisione a darmi dell’ipocrita, che i vicesegretari bollano come inspiegabile e ingiustificato il mio addio al Pd. Solo insulti e offese. Se un partito, invece di chiedersi le ragioni delle dimissioni di uno dei suoi fondatori, reagisce così, siamo alle frutta. Anzi, ormai al digestivo”.

E ancora:

“Io per un mese e mezzo ho informato la Serracchiani e Guerini, i due vice di Renzi, dello scempio che si stava consumando, dei rischi di inquinamento del voto, della partecipazione organizzata del centrodestra con l’Ncd e anche Forza Italia alle nostre consultazioni per votare e far votare la Paita, con la partecipazione attiva di certi fascistoni mai pentiti, e la presenza perfino di personaggi in odor di mafia ai gazebo e ai seggi e i pericoli che temevo, si sono puntualmente avverati. Il risultato in tredici seggi, dove per una manciata di euro sono stati convogliate file di poveri stranieri, è stato annullato dalla commissione di garanzia. Sta indagando la procura di Savona e forse anche quella di Genova si muoverà. Ed è scesa in campo anche la Dda, la direzione distrettuale antimafia. Io ho preso circa 24 mila voti. Chi ha vinto, circa 28 mila. Però nel 2011 a Napoli per irregolarità denunciate in tre seggi, dico tre, Bersani annullò le primarie. Perché a Genova deve essere diverso che a Napoli?”.

Appunto il clima per trovare un convergenza sul nome giusto, o almeno sulla rosa di nomi, per la corsa al Colle non è di certo dei migliori. Maurizio Landini, segretario Fiom già intravede in Cofferati il nuovo Tsipras italiano, a capo di una nuova forza di sinistra, alla sinistra del Partito democratico, inevitabilmente una scissione.

In questo quadro la presidente della Camera, Laura Boldrini auspica che il Parlamento non sia “un’assemblea di ratifica” e il ministro dell'interno Angelino Alfano ribadisce che il nuovo Capo dello Stato dovrebbe essere un esponente del centrodestra, in virtù del principio dell'alternanza.

sergio cofferati e quirinale

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