Il caso Cofferati rilancia la scissione del Pd e il nuovo partito di sinistra

Dalle parti di Sel e della minoranza del Partito Democratico si è sempre in cerca del Messia in grado di rilanciare la sinistra.

La scissione del Partito Democratico non si è ancora verificata, ma tutti sanno come sia solo una questione di tempo, di come si stia aspettando il momento giusto e le condizioni migliori per lanciare un nuovo partito di sinistra che, dopo i flop tremendi di Rivoluzione Civile e della Lista Tsipras, non può morire dopo il primo test elettorale. Insomma, non si può sbagliare. Ancora una volta, però, le speranze risiedono nella scelta del leader giusto; tutto si basa sul trovare la personalità carismatica che possa unire la sinistra e richiamare al voto delusi del Movimento 5 Stelle e del Partito Democratico.

E se per qualche tempo la sinistra sembrava intenzionata ad appaltare il suo futuro a personalità esterne (prima un magistrato come Ingroia, poi addirittura un leader straniero come Tsipras), adesso il nuovo jolly da giocarsi sembra essere niente meno che Sergio Cofferati. Che da sunito ha raccolto il supporto incondizionato di Nichi Vendola ("Se Cofferati fosse disponibile, attorno a lui si può ricostruire un centrosinistra vero in grado di vincere", ha detto il leader di Sel a Repubblica).

Ci si è messo anche Maurizio Landini, da sempre al centro delle grandi manovre che, prima o poi, dovrebbero portare alla costituzione del nuovo partito: "Penso a nuove forme di aggregazione, penso a tante persone che possono finalmente tornare a partecipare, organizzandosi nella forme che più ritengono opportune. (...) Un personaggio del carisma di Cofferati, con le sue grandi qualità etiche e morali, può certamente contribuire ad accelerare un percorso simile anche qui. Dove pure è necessario andare oltre l'idea di sinistra classica", così il leader della Fiom all'HuffPost.

Insomma, il facile entusiasmo della sinistra che ogni due per tre pensa di aver trovato l'uomo giusto su cui puntare (fino a poco fa era lo stesso Landini) questa volta è ricaduto su Sergio Cofferati, lo "Tsipras italiano". E va bene, il Cinese è senza ombra di dubbio un pezzo di storia della sinistra, la sua manifestazione in difesa dell'articolo 18 del 2002 è stato un evento indimenticabile; ma davvero le forze che si oppongono a Renzi da sinistra possono pensare di conquistare i voti dei tanti che si sono allontanati dalla politica con Cofferati, 67 anni, una vita tra il sindacato e la politica, da parecchi anni europarlamentare?

Non che ci sia nulla di male, sia chiaro. Ma se invece di sparlare di Tsipras si andasse un po' a vedere quali sono le ragioni del successo di Syriza in Grecia e di Podemos! in Spagna, forse non si perderebbe tempo a cercare di mettere assieme pezzi nella speranza (vana) che ne esca qualcosa di vincente. Tsipras e Iglesias hanno circa la metà degli anni di Cofferati, conoscono i nuovi strumenti della comunicazione, danno grande valore a internet come mezzo per incentivare la democrazia diretta, sanno come parlare alle nuove generazioni (che devono essere la forza elettorale a cui un nuovo partito della sinistra punta). Soprattutto, hanno costruito qualcosa di nuovo, di veramente diverso. Cucire assieme pezzi di sindacato e di partiti o in crisi di voti o in crisi d'identità, mettendo un "vecchio arnese" della sinistra a fare da collante non sembra la migliore delle idee. A meno che non si voglia conquistare il voto solo dei reduci del Pci e di chi voterebbe un partito di sinistra a ogni costo. Si è già passati per quella strada, ha portato soltanto all'ennesimo flop.

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