Regione Lombardia: prete accusato di pedofilia dietro le autorità al convegno sulla famiglia

Don Inzoli, indagato per abusi su minori, sarebbe stato accreditato dalla segreteria del presidente del Consiglio regionale lombardo Cattaneo secondo Il Corriere della Sera, ma lui smentisce questa ricostruzione.

Aggiornamento ore 17:08. Il presidente del consiglio regionale della Lombardia Raffaele Cattaneo (Ncd) ha smentito la ricostruzione del Corriere della Sera secondo cui sarebbe arrivato dai suoi uffici l'accredito per don Inzoli al convegno: "Gli accrediti istituzionali sono stati gestiti dalla giunta regionale, com'è noto, e il convegno, peraltro, era aperto al pubblico. Gli unici accrediti effettuati dalla segreteria sono stati per la moglie del presidente e per i collaboratori che lo hanno accompagnato". Il governatore della regione Maroni ha preso le distanze: "non conoscevo questa persona: l'unico rammarico è che il cerimoniale non mi abbia informato, altrimenti quella persona sarebbe stata allontanata perché non era opportuno che stesse lì".

Il prete accusato di pedofilia ospite, e in seconda fila, al convegno sulla famiglia. Parliamo di don Mauro Inzoli, ex sacerdote di riferimento di Comunione e Liberazione (CL), nonché presidente del Banco alimentare, che è stato espulso dalla Chiesa con delibera inviata dal Papa al vescovo di Crema per abusi sessuali su minori ed è sotto indagine per quei fatti a Cremona.

Sabato però era seduto lì subito dietro le autorità, a Milano, nel Palazzo della Regione al convegno sulla famiglia promosso da Regione Lombardia, Alleanza Cattolica e la Fondazione Tempi.

Don Inzoli, detto anche «don Mercedes» per la lussuosa auto con cui girava nei temi d'oro, era appunto in seconda fila, dietro l’ex governatore Roberto Formigoni e l’attuale presidente Bobo Maroni. Attento ascoltatore di quel convegno peraltro definito omofobo per alcune delle tesi sostenute e durante il qual un ragazzo gay è stato allontanato dopo aver preso la parola.

Ma a Don Inzoli chi l'ha invitato? Si è registrato da solo o qualcuno lo ha voluto lì? Non meglio specificate "fonti interne al Pirellone" avrebbero rivelato al Corriere della Sera - articolo a firma di Andrea Galli e Simona Ravizza - che don Inzoli sarebbe stato accreditato dalla segreteria del presidente del Consiglio regionale lombardo Raffaele Cattaneo. Sarà vero?

Da Comunione e Liberazione intanto provano a smarcarsi e il moderatore del convegno, Luigi Amicone, fondatore della rivista cattolica Tempi, molto vicina a Cl, se la cava con una battuta:

«Ci han fatto uno scherzo da preti...»

Il professor Stefano Zecchi vicino di posto del don al convegno dice:

«Non c’erano posti pre-assegnati. Quest’uomo non lo conosco. È rimasto zitto tutto il tempo. Applaudiva molto, sì, me lo ricordo. E alla fine mi ha parlato di una storia strana, del fatto che i bimbi down non esistono più in Danimarca perché non li fanno nascere...».

Il convegno sulla famiglia non era a porte aperte per chiunque, ammesso che don Inzoli si sia presentato autonomamente senza l'invito di nessuno possibile che nessuno si sia accorto di chi fosse?

In Comunione e Liberazione il sacerdote è ben conosciuto. Il Corriere ricorda poi che a giugno scorso, il vescovo di Cremona, Oscar Cantoni indirizzò ai fedeli una lettera in cui spiegava che :

«In nome della verità, in questi anni sono state eseguite rigorose ricerche che hanno comportato pazienti e sofferti confronti con le persone che hanno riferito i fatti. La Chiesa ha preso atto della situazione, ha condiviso le sofferenze riportate, ha aiutato le vittime a ritrovare serenità e speranza, e ha concluso che don Mauro potesse responsabilmente riparare le ferite causate dal suo comportamento».

don inzoli

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