Scontri tra Israele ed Hezbollah al confine con il Libano, morto un pacekeeper dell'Onu

Almeno 6 i feriti nell'attacco avvenuto a Rajal, a confine con il Libano

17.00 - Sono tre le persone rimaste uccise nei nuovi scontri di oggi tra Israele e i militanti di Hezbollah, due soldati israeliani e un militare spagnolo dei Caschi Blu. Proprio per la morte di quest’ultimo il Governo spagnolo ha chiesto che venga immediatamente avviata dall’ONU un’inchiesta “esaustiva e completa”.

Lo ha riferito oggi pomeriggio il ministro degli esteri spagnolo, José Manuel García Margallo, che ha rivelato anche l’identità del militare rimasto ucciso. Si tratta del 36enne Francisco Javier Soria Toledo, originario di Malaga, sposato e con figli. Si trovava in Libano dallo scorso novembre.
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Mattinata di alta tensione nei territori israeliani e limitrofi. Stamattina la notizia è  di raid israeliani  sulla Siria. Al raid ha risposto Hezbollah, con un duplice attacco al confine con il Libano.
Un missile anticarro ha colpito un veicolo militare israeliano a Rajar, nel nord di Israele al confine con il Libano.

Secondo fonti Onu e Al Jazeera, nello scontro a fuoco tra Hezbollah e Israele è rimasto ucciso un casco blu dell'Onu, spagnolo. A confermarlo il portavoce del contingente Onu (Unifil) dispiegato nel sud del Libano a ridosso della Linea Blu di demarcazione con Israele.

La risposta di Tel Aviv è stata immediata: i media libanesi parlano di 25 granate sparate dall’artiglieria verso il Sud del Libano. Furiosa la reazione del premier israeliano Benjamin Netanyahu che avvertito i nemici al Nord: “A chiunque cerca di sfidarci, consiglio di guardare a quanto accaduto a Gaza. Hamas ha subito il colpo più duro dalla sua formazione e l’IDF sono pronte a reagire con forza su tutti i fronti”.

Raid israeliano in Siria: Hezbollah prepara la vendetta


19 gennaio 2015

Hezbollah ha giurato vendetta per il raid israeliano avvenuto ieri, in Siria, sulle alture del Golan. Diversi esponenti di Hezbollah hanno fatto sapere di essere pronti all'azione. Lo riferiscono fonti vicine al movimento sciita libanese. Il quotidiano 'A-Safir' di Beirut scrive che "il gruppo valuterà attentamente le prossime mosse".

Viene data per scontata una rappresaglia contro Israele: "E' inevitabile". Ieri, era stata l'aviazione di Tel Aviv a colpire e uccidere. Tra le vittime pure il comandante Jihad Mughniyeh, figlio di Imam Mughniyeh, capo delle operazioni di Hezbollah all'estero, eliminato a Damasco nell'esplosione di un'autobomba, nel febbraio del 2008.

"La risposta a Israele sarà dolorosa e inaspettata" ha minacciato Hezbollah. Il gruppo sciita ha aggiunto che non si tratterà di una risposta emotiva e che sarà quindi necessario del tempo per decidere quali passi intraprendere. "L'attacco contro sei membri di Hezbollah avrà inevitabilmente una risposta, ma si può supporre che sarà controllata per evitare una guerra totale" hanno aggiunto le fonti libanesi ad A-Safir.

Tornando al raid di ieri, Jihad Mughnyeh era soprannominato "Il Principe" e la sua carriera militare era seguita personalmente dal leader dell’organizzazione, Hassan Nasrallah. In Israele, tra ieri e oggi, si è in realtà parlato molto poco di questo episodio. La radio militare ha confermato soltanto che l'aviazione israeliana ha sferrato un attacco e la tv statale ha detto che è stato sventato un attentato.

Hezbollah

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