Riforma Gelmini: l'autoriforma dell'Onda parte prima. Il diritto allo studio

Da più parti l'Onda studentesca che si oppone alla Riforma Gelmini e dell'università in generale, è stata accusata di voler solo distruggere e non costruire. Se ciò poteva essere vero in passato, ora sicuramente non lo è più. Il sito di riferimento degli studenti in lotta,ateneinrivolta.org, ha infatti pubblicato oltre al video di cui sopra un documento articolato, scaturito dal cosiddetto workshop svoltosi alla Sapienza di Roma.

La proposta è organizzata in tre diversi file, denominati Il diritto allo studio, Ricerca e Didattica. E' nostra intenzione analizzarli tutti e tre senza alcuna preclusione, al fine di consentire ai lettori di farsi un'idea libera e indipendente, al di là delle posizioni di chi scrive. Cominciamo dal primo file.

Il diritto allo studio. Al di là dell'esordio drammatico ("Il workshop di ieri è stato partecipato da circa un migliaio di persone", viva l'italiano), siamo di fronte a un vero manifesto programmatico che cerca di dare una risposta alla crisi e di spiegare le scelte successive. Il punto di partenza è il curioso motto "noi la crisi non la paghiamo"; curioso perché nessuna categoria la vuole pagare ma qualcuno dovrà pur farlo, anzi possibilmente tutti in misura eguale, anche se siamo d'accordo sul fatto che questa sia un'utopia.

Chiarito che anche il centro-sinistra ha contribuito allo "smantellamento dell'istruzione e della ricerca", si accusa tuttavia il governo di nascondere una matrice ideologica dietro la logica dei tagli ex-legge 133. L'ideologia in questione non è ben chiarita, ma l'accenno velato è presumibimente rivolto alla privatizzazione indotta. In seguito si torna sul vecchio cavallo di battaglia della liberalizzazione dei corsi e riduzione delle tasse universitarie, secondo il motto "la crisi la paghino le banche, le imprese, i governi e i baroni".

Tornando agli studenti, oltre alle istanze di cui sopra, si chiede una forma ulteriore di retribuzione diretta e indiretta. In parole povere studenti e precari dovrebbero avere accesso, come viene spiegato anche nel video, a un reddito di sostegno e a numerosi servizi gratuiti come trasporti, cinema e spettacoli vari. Dove vadano reperiti i fondi per tutto questo non è dato sapere, ma l'unica forma di retribuzione prevista dal progetto governativo, vale a dire le borse di studio stanziate per i meritevoli, viene così bollata:

[...] l'irrisorio e propagandistico stanziamento di fondi per le borse di studio, strettamente regolato dal sistema meritocratico

Dove meritocratico va letto in chiave negativa. Si chiude evocando l'Onda come materia fluida e imprevedibile, in viaggio verso "il nostro tempo che comincia adesso". In quale modo lo vedremo nelle successive analisi, sperabilmente più concrete.

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