Elezioni Grecia 2015: Il Segretario del Partito Comunista dice no ad un'alleanza con Tsipras

Secondo il segretario del Kke, Koutsoumpas: "Syriza dà credibilità ai quartier generali americani ed europei" Ed è alleata di Bruxelles e di Bilderberg

Domenica prossima i Greci andranno alle urne per eleggere il nuovo Parlamento. I sondaggi danno in vantaggio Syriza di Alexis Tsipras, con il 31,2% dei consensi. Dunque, la possibilità che la Coalizione di Sinistra possa arrivare prima si fa sempre più concreta e i creditori internazionali e il governo tedesco non riescono a celare la loro apprensione. Il programma del partito anti-austerity, infatti, prevede una battaglia per la ristrutturazione del debito e un ampliamento del sistema di welfare.

Tuttavia, per Tsipras appare un'impresa al limite dell'impossibile quella di costruire un governo monocolore e sarà costretto a tessere delle alleanze. In ogni caso anche la formazione di un governo di coalizione non si presenta come una passeggiata (come abbiamo spiegato qui).

Logica vorrebbe che tutte le forze di sinistra che si battono contro le politiche di rigore facessero quadrato intorno a Syriza. Ma le cose non stanno così, come certifica l'intervista rilasciata da Dimitris Koutsoumpas ad Affari Italiani. Stiamo parlando, per chi non fosse addentro ai fatti della politica ellenica, del segretario generale del Comitato Centrale del Kke (il Partito Comunista Greco).

I sondaggi danno i comunisti intorno al 5%, dunque riuscirebbero a superare la soglia di sbarramento del 3% prevista dal sistema elettorale greco. In tal caso, il coinvolgimento del Kke potrebbe essere fondamentale per la creazione di un governo a guida Tsipras. Ma, in coerenza con quello che hanno sempre dichiarato, i membri del partito che nacque circa un secolo fa, ispirandosi alla Comune di Parigi, non vogliono saperne di ratificare accordi programmatici con Syriza.

Il problema è che il Kke non si è fermato alla Comune. I comunisti, in Grecia, non solo hanno sposato un rigido determinismo marxismo-leninista, ma non hanno mai messo in discussione lo stalinismo. E ovviamente, chi ha provato a farlo ancora oggi viene tacciato di trotskismo.

Koutsoumpas è così fermo sulle sue posizioni che in Venezuela, ad esempio, preferisce avere rapporti con il Partito Comunista piuttosto che con il Partito Socialista Unito fondato da Hugo Chávez. In Italia, invece, è un grande alleato di Marco Rizzo: era presente infatti alla presentazione del "nuovo" Partito Comunista fondato dall'ex esponente del Pci (si veda il video in apertura).

Ecco cosa dice il leader del Kke a proposito di un possibile governo guidato dalla Coalizione di Sinistra:

"Che cosa di positivo può risultare da un governo che riconosce un debito non creato dal popolo? Da un governo che rivendica una sua piccola riduzione, al fine di trovare i soldi per i gruppi imprenditoriali? Da un governo che garantisce al capitale la stabilità dell’UE, della zona euro e il corso della Grecia lì dentro? SYRIZA considera tutte le misure anti-popolari come «passate-dimenticate». Compete con il partito di Nuova Democrazia su chi meglio rafforzerà i gruppi monopolistici. Quindi, qualsiasi misure "Filopopolari", di un tale governo si limitano a poche briciole di sussidi, coupon per le mense per i più bisognosi. Sviluppi positivi per i popoli possono avvenire solo da una propria organizzazione e azione contro l'UE, i capitalisti ei loro governi. Ecco perché il giorno successivo c'è bisogno di un forte KKE per una forte opposizione popolare oggi, e per aprire la strada per cambiamenti radicali domani"

E al giornalista Alberto Maggi che gli chiede se alla fine sarà possibile un'alleanza con Syriza, il segretario del Kke risponde rispolverando il "complotto della plutocrazia" (che in Italia ha avuto un discreto successo nel '900 e non per "merito" dei comunisti). "

SYRIZA dà credibilità ai quartier generali americani ed europei, sono eclatanti le rassicurazioni date da Tsipras in Texas, a Bruxelles, alla "Bilderberg" Italiana di Como, alla City di Londra, in comunione con tutta l'elite della plutocrazia. Collabora con la Confindustria Greca (???) e ha il sostegno di grandi imprese, di una parte potente della borghesia che crede che con la nuova socialdemocrazia, con la fraseologia della "finta sinistra", intrappolerà i lavoratori e disarmerà il movimento operaio popolare per fare i suoi interessi. In base a quello che abbiamo appena detto, ma anche l'esperienza storica di cui ci avvaliamo, un tale atteggiamento del Partito Comunista, di partecipazione o anche di tolleranza ad un governo di gestione di questo sistema marcio sarebbe un grosso errore, che danneggerebbe i lavoratori e il popolo. Disarmerebbe i lavoratori, che avrebbero perso il loro reale sostegno alle lotte. Il KKE non è disposto a contribuire ai requisiti dei monopoli per aumentare la loro redditività con un governo di «sinistra

"

Dunque, di alleanze non se ne parla nemmeno. Per parte nostra, ci limitiamo a dire che la questione posta in questi termini appare grossolana e ridicola. Il programma di Syriza, certamente, pecca di incongruenze e non è chiaro se Tsipras abbia in mente un piano B, cioè come uscire dall'euro senza trascinare il paese in una nuova ondata liberista. Questione non da poco...

Ma allo stesso tempo scorgiamo nelle parole di Koutsoumpas una sorta di risentimento distruttivo e paranoico, proprio di tipo stalinista. E' ovvio che Tsipras non propone un'uscita dal capitalismo (e chi potrebbe farlo?), ma semplicemente un accordo contro le politiche di rigore e il liberoscambismo vorace. Questo mi pare che sia alla luce del sole.

Se poi il leader del Kke pensa che, non facendo nascere un governo, possa lucrare su una crisi generale del paese, allora ci viene quasi da ridere. Se si sforzasse di fare un'analisi materiale accurata, capirebbe da sé che non ci sono avanguardie rivoluzionarie in Grecia pronte a prendere il potere. Mentre forze fascitoidi e neonaziste, con cui i "moderni" conservatori ellenici hanno da sempre rapporti ambigui, potrebbero essere funzionali ad una nuova vittoria di uno schieramento pro-austerity.

Forse, il leader del Kke farebbe bene ad approfondire un paio di concetti di uno che con Stalin aveva molto a che fare, ma che allo stesso tempo aveva anche una sua elaborata e fine visione politica. Stiamo parlando della democrazia progressiva e della collaborazione nazionale di Palmiro Togliatti. Due cosette queste, che hanno permesso all'Italia di non finire sotto lo scacco di una "dittatura dei colonnelli" nel secondo dopo guerra, cosa che in Grecia invece è accaduta.

Dimitris Koutsoumpas

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