Riforma Gelmini: l'autoriforma dell'Onda parte seconda. La ricerca


Continuiamo il nostro viaggio attraverso l'autoriforma dell'Onda studentesca analizzando la parte riguardante la ricerca. Il documento si apre con una pagina di generiche manifestazioni d'intenti che possiamo sintetizzare in superamento del modello 3+2 imposto dalla vecchia Riforma Moratti e adesione dell'Onda allo sciopero generale del 12 dicembre. Il resto è molto simile ai temi del Diritto allo studio, anche se qui viene fatto riferimento alla più specifica Legge 30. Vediamo le proposte concrete, suddivise in 10 punti che esamineremo uno per uno.

Punto 1. La ricerca non deve seguire logiche di mercato ma essere libera e indipendente (cioè finanziata dallo stato). Si fa poi appello all'innalzamento delle risorse al 3% del Pil, rispetto all'1% attuale, come previsto dal Trattato di Lisbona, parte su cui siamo ovviamente d'accordo anche se appare arduo stornare quelle risorse da un altro capitolo di spesa, perché i soldi non si fabbricano e da qualche parte bisognerà pur prenderli.

Punto 2. Si chiede l'introduzione di un nuovo criterio per valutare la qualità delle università e l'autonomia della ricerca. Un criterio diverso dal numero di brevetti o di pubblicazioni. D'accordissimo, ma purtroppo non si spiega come fare concretamente.

Punto 3. Si chiedono adeguazione dei salari, continuità del reddito per i precari e abolizione degli stage gratuiti in favore di una retribuzione. Anche qui possiamo essere d'accordo, ma manca una proposta concreta su come strutturare il sistema e soprattutto reperire i fondi.

Punto 4. Si chiede la soppressione dei dottorati senza borsa e un'adeguata retribuzione dei dottorati di ricerca. Di nuovo d'accordo ma vedi sopra. La parte relativa al pagamento di tasse d'iscrizione è fumosa (chi deve pagare cosa? o andrebbero abolite? Boh)

Punto 5. Non solo si chiede la revoca del blocco del turnover ma addirittura un reclutamento straordinario di ricercatori. E' evidente che ciò si scontra con la realtà dei fatti e delle richieste precedenti. Se proprio i soldi si possono reperire, non è meglio che vadano prima a migliorare gli stipendi da fame di chi già è stato assunto?

Punto 6. I ricercatori precari e i dottorandi devono partecipare ai processi decisionali tramite i loro rappresentanti eletti. Questo sembra sacrosanto. Buona proposta.

Punto 7. Si chiede una sorta di coordinamento transnazionale della ricerca. Altra ottima idea. In ambito europeo si può senz'altro fare qualcosa per collaborare in questo settore. Sarebbe anche un modo per l'Ue di rendersi utile, una volta tanto.

Punto 8. Il punto 8 non c'è... mah, si passa direttamente al nove.

Punto 9. Nella ricerca le donne sono discriminate. Può essere che sia vero, bisognerebbe sentire qualche testimonianza diretta. In tal caso è giusto sollevare il problema.

Punto 10. Questo punto affronta più il tema dell'organizzazione del movimento. Vi si riassumono le iniziative da prendere per rivitalizzare la lotta, in particolare congiungendo la protesta della scuola con quella dell'università, lanciando inoltre un'inchiesta generale sul precariato.

Si chiude facendo appello alla fantasia del movimento. A voi ogni commento. Noi vi diamo appuntamento a domani con la terza parte.

Foto da Il Foglio

  • shares
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO