Libia: Rapito il rappresentante Opec a Tripoli

A dare la notizia della scomparsa di Samir Salem Kamal, rappresentate della Libia presso l'Opec, è stata la Bbc. Il fatto risale alla giornata di giovedì e vista la situazione in cui si trova attualmente la capitale, sede di un governo sostenuto da milizie jihadiste, è molto probabile che si tratti di un rapimento. Per il momento, però, non c'è stata nessuna rivendicazione ufficiale.

I familiari di Kamal hanno dichiarato all'emittente britannica: "Abbiamo contattato tutti i gruppi e i funzionari, ma nessuno sa darci notizie". L'unica cosa certa è che l'alto dirigente del ministero del Petrolio libico è stato visto per l'ultima volta mentre si recava in ufficio, nella giornata del 15 gennaio scorso alle ore 15.

Kamal, presso l'Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio, ha saputo costruirsi un profilo indipendente, dimostrandosi non prono a quei paesi che appoggiano il governo di Tobruk, riconosciuto dalla comunità internazionale. Note sono le sue prese di posizione contro l'Arabia Saudita, che ha sostenuto la decurtazione della vendita al barile a 50 dollari e l'indisponibilità a tagliare la produzione per ravvivare le quotazioni del greggio. Misure, queste, che fanno male al paese nord-africano e che hanno come effetto politico quello di mettere in grave difficoltà la Russia di Putin e il Venezuela di Maduro.

Il dirigente libico aveva addirittura dichiarato, a dicembre, che se l'Arabia Saudita non farà qualcosa per stabilizzare il mercato, allora “non ci sarà forse più bisogno dell’Opec”.

Intanto la contesa delle risorse petrolifere tra milizie islamiste e filo-governative ha fatto abbassare la produzione a 352mila barili al giorno, un ritmo assai modesto considerando le disponibilità della Libia. E il crollo della produttività ha ovviamente effetti drammatici sulla popolazione, già stremata dalla guerra intestina. Lo Stato, infatti, non riesce a pagare salari e sussidi e stenta a garantire un servizio ospedaliero.

Infine, evidenziamo che i negoziati di Ginevra si preannunciano molto tortuosi. Per ora c'è solo una dichiarazione di intenti su cui sono convenute le parti in conflitto. Ovvero, l'accordo per un futuro governo di unità nazionale. Ma fatti come la scomparsa di Kamal o l'attentato all'ambasciata algerina a Tripoli non lasciano molto spazio all'ottimismo.

Salem Kamal

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