Stefano Fassina contro Matteo Renzi: ”È lui il capo dei 101"

Ma dal leader dei giovani turchi arrivano attacchi anche su Italicum e Patto del Nazareno.

Aggiornamento 23 gennaio - Le dichiarazioni bomba di Stefano Fassina di ieri, che accusava Matteo Renzi di aver guidato la fronda dei 101 falchi che impallinarono la candidatura di Romano Prodi al Quirinale nella scorsa tornata elettiva a camere riunite, hanno fatto tremare le fondamenta del partito di largo del Nazareno, anche perchè voci incontrollate (che arrivano dal quotidiano Libero) parlano di un Pierluigi Bersani in rottura totale (addirittura l'ex-segretario avrebbe già nome e logo pronti, per lanciare una nuova avventura politica): Bersani non ha commentato le parole di Fassina, anche se ha ribadito di aver subito "una slealtà" in quell'occasione.

Il vicesegretario Pd Lorenzo Guerini ha invece rispedito al mittente le accuse contro il segretario Renzi parlando di "sciocchezza incredibile": è tutta la fronda renziana a fare quadrato attorno al leader democratico, che trova sponde anche nei malpancisti. Gianni Cuperlo, intervistato questa mattina a Omnibus, ha dichiarato:

"Io non credo che Renzi sia stato il mandante di alcunché [...] Credo che la battuta di Stefano Fassina sia come quando il piede scivola sul pedale. In quella vicenda credo siano confluiti calcoli miopi all'interno del Partito da più parti. Non sarebbe tollerabile per il Paese un altro passaggio a vuoto come quello della precedente elezione del Capo dello Stato"

Insomma, sembra che in vista dell'elezione del Capo dello Stato sia arrivata la resa dei conti tra la minoranza PD e il mainstream renziano nel partito.

Stefano Fassina contro Matteo Renzi: ”È lui il capo dei 101"

22 gennaio

Stefano Fassina

Stefano Fassina è da parecchio tempo che si pone come leader della minoranza Pd, lui che è da sempre uno dei rappresentanti di punta dei giovani turchi del Pd, e che da quella posizione lancia attacchi feroci contro Matteo Renzi. Quella andata in scena oggi è quindi solo una nuova puntata della sfida, fin dall'inizio licenziata dal premier con l'acidissimo "Fassina chi?". L'ex viceministro dell'Economia ha lanciato il suo nuovo attacco partendo dalla vicenda dei famosi 101 traditori di Prodi all'epoca della sua tentata elezione a presidente della Repubblica.

"Non è un segreto che fosse Renzi a capo dei 101", ha detto Fassina ai microfoni di Radio Città Futura. Ma questo è solo un passaggio di una critica a 360° rivolta al segretario del suo partito: "Il patto del Nazareno che Renzi ha fatto da tempo con Berlusconi, ignorando i contributi che arrivano dalla minoranza del Pd, si è trasformato nel partito unico del Nazareno, Renzi ha scambiato con Berlusconi la possibilità di avere i nominati, con il premio alla lista".

E questo perché per Berlusconi contano ormai solo gli interessi da imprenditore, stando alla ricostruzione di Fassina, ed è quindi pronto a sacrificare il suo partito, in discesa libera e costante stando ai sondaggi politici: "Berlusconi agisce da imprenditore, altrimenti non avrebbe accettato il premio alla lista, un premio che penalizza il centrodestra, che in questo modo non vincerà più, dividendosi tra Lega e Forza Italia. A pagare questo patto sono i cittadini, che vedono ancora una volta sottratta la possibilità di scegliere chi li rappresenta".

Qualche passaggio ancora sull'Italicum e sull'elezione del nuovo presidente della Repubblica: "Credo che ci saranno dei comportamenti
differenti sull'Italicum al Senato: una parte del Pd non voterà la legge elettorale. Conosco la gravità dello scenario, ma temo che sbaglieremmo a non prendere atto della realtà dei fatti, ovvero del partito del nazareno. Comunque rimaniamo impegnati a condividere con tutto il pd il criterio fondamentale per l'elezione del nuovo presidente della repubblica, cioè l'autonomia dall'esecutivo e la capacità di garantire l'autonomia del parlamento".

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