Arabia Saudita: Re Abdullah è morto. Obama: "E' stato uomo di pace"

Ultra-conservatore e solido alleato dell'Occidente contro al-Qaida, Re Abdullah muore dopo trent'anni al potere

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Abdullah bin Abdulaziz, sesto re saudita, è morto all'età di 91 anni. Ad annunciarlo sono stati, nella notte, i media della monarchia del Golfo. A succedergli sarà il suo fratellastro, il principe Salman bin Abdul Aziz.

Per oltre trent'anni è stato una delle personalità politiche cruciali del Golfo e di tutto il Medio Oriente. Si è dimostrato un solido alleato degli Stati Uniti, sia sul piano strategico sia all'interno dell'Organizzazione dei paesi produttori di petrolio (Opec). Nemico giurato di al-Qaida e della Fratellanza Musulmana, nelle quali vedeva una minaccia alla stabilità del suo paese, ha scelto di offrire appoggio all'Occidente nella guerra contro il terrorismo. Così, dopo l'11 settembre, si è schierato dalla parte di Bush, dimostrando che nulla aveva a che vedere con i dirottatori sauditi delle Twin Towers e del Pentagono.

Ha scelto di stare dalla "parte" occidentale anche in chiave anti-Iran. Ed è proprio per bloccare le ambizioni della Repubblica sciita che è "entrato" nel conflitto siriano. A tale riguardo, segnaliamo, che secondo alcune fonti, avrebbe appoggiato in prima battuta contro il Presidente siriano, Bashar al-Assad (anche lui sciita), le milizie dell'Isis.

Non è stato di certo un riformatore, ha fatto applicare sempre una rigida interpretazione della legge coranica. Violazioni dei diritti umani, negazione della libertà di espressione e diffuse violenze sulle donne sono state all'ordine del giorno durante il suo regno. A certificarlo sono state anche le condanne di molte associazioni umanitarie, tra cui Amnesty International. Nonostante ciò, negli ultimi anni, qualche apertura l'ha concessa. Nel 2009 ha nominato una donna viceministro e ha cercato di ampliare l'istruzione femminile.

E' anche opportuno specificare che l'alleanza con l'Occidente di Re Abdullah non si è mai tradotta in atteggiamento supino. Il monarca ha tenuto sempre una linea indipendente. A testimonianza di ciò, evidenziamo che nel 1998 ha respinto la richiesta americana di avvalersi delle basi militari saudite per lanciare i raid contro l'Iraq. Mentre nel 2002 ha promosso al vertice arabo di Beirut un'iniziativa di pace per il Medio Oriente, che si differenziava dalle posizioni statunitensi e chiedeva il riconoscimento dello Stato di Israele in cambio della creazione di uno Stato palestinese (formato dalla Striscia di Gaza e dalla Cisgiordania con Gerusalemme est capitale).

Dopo aver appreso la notizia della morte del Re saudita, Barack Obama, da Washington, ha dichiarato: "Ha dato un contributo durevole alla ricerca della pace nella regione araba [...] Ha intrapreso passi importanti in quella direzione e ha dato vita ad uno sforzo che gli sopravviverà". Il vicepresidente americano, Joe Biden, guiderà la delegazione americana che nei prossimi giorni andrà in Arabia Saudita per rendere omaggio alla salma di Abdullah.

Anche l'inquilino dell'Eliseo, Froncoise Hollane ha rilasciato una dichiarazione: "Uno statista la cui opera ha profondamente segnato la storia del suo Paese. La sua visione di una pace giusta e duratura in Medio Oriente rimanga più che mai rilevante".

Intanto la Giordania e il Bahrein hanno già proclamato 40 giorni di lutto nazionale, mentre il Presidente palestinese Abu Mazen ne ha indetti tre.

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