Toto Quirinale: i candidati di Matteo Salvini

Da Feltri a Ostellino, tutti rigorosamente senza alcuna chance di elezione. I candidati al toto quirinale di Matteo Salvini.

Ogni tanto qualcuno si domanda come mai in Italia non ci sia mai stato un presidente della Repubblica di destra, con l'eccezione (ma un po' tirata per i capelli) dei liberali De Nicola ed Einaudi. Ecco, forse la ragione va proprio cercata in quella parola, "liberali", dal momento che in Italia una destra liberale non si vede da tempo immemore: ci sono destre illiberali e, quel che è peggio, destre finte liberali come Forza Italia. Il risultato è che, ancora una volta, non ci sono nomi di una normale destra laica, tipo quella francese, in campo per diventare presidente della Repubblica.

Se però qualcuno avesse la curiosità di capire quali potrebbero essere nomi chiaramente di destra con le caratteristiche presidenziali, Matteo Salvini ha stilato un elenco di personalità che, nel suo personale toto Quirinale, potrebbero rivestire il ruolo: "C'è l'imbarazzo della scelta, da Piero Ostellino a Vittorio Feltri ad Angelo Panebianco ad alcuni imprenditori che hanno fatto grande l'Italia nel mondo; però non penso che appassionino Renzi. Tanto fa tutto Renzi, in Italia ormai decide tutto lui, quindi ci dica che intenzioni ha ma lo faccia in fretta, perché l'emergenza del Paese non è la legge elettorale, non è la riforma del Senato, non è il Presidente della Repubblica ma è la disoccupazione e un'immigrazione che ci preoccupa sempre di più".

Feltri, Ostellino, Panebianco. Tutti e tre giornalisti, tutti e tre chiaramente liberali di destra, tutti e tre con zero chance di diventare presidente della Repubblica. Quanto agli imprenditori, invece, non è dato sapere a chi si riferisca Salvini. Fatto sta che non c'è nemmeno una personalità politica che secondo Salvini è in grado di rivestire il ruolo di presidente della Repubblica, e questo, di fatto, non fa che dimostrare l'assenza nella nostra classe politica di nomi in grado di portare per la prima volta la destra sul Colle.

E così, Salvini si tira fuori dai giochi: "Ci collochiamo lontani da questi partiti che fanno accordicchi sottobanco e vicino agli italiani schifati dalla politica, che non vanno più a votare e che hanno perso la speranza. L`accordo sul Quirinale non sta portando niente di buono. Se i nomi che si leggono sono quelli di Prodi, di Amato e Veltroni possono votarseli loro, ma sicuramente i voti della Lega non li avranno mai".

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