Google ha dato al governo Usa dati ed e-mail dei giornalisti di WikiLeaks

Lo stesso giudice che ha incriminato Edward Snowden per spionaggio ha firmato i mandati di sequestro delle e-mail di tre giornalisti di WikiLeaks.

Per più di due anni un'inchiesta per spionaggio ai danni di WikiLeaks è stata coperta dal segreto. Sarebbe in corso in Virginia, proprio lo Stato Usa in cui ha sede la Cia, e sulla sua esistenza fin dal 2011 si fanno delle ipotesi, cioè da quando il governo statunitense chiese i dati di accesso dell'account Twitter di WikiLeaks e di alcuni suoi sostenitori, senza mai avere però l'assoluta certezza, soprattutto considerata la gravità del reato su cui si indaga, ossia lo spionaggio, appunto.

Ora però, secondo quanto racconta dettagliatamente l'Espresso, ci sarebbero delle ulteriori prove, in particolare un mandato firmato dal procuratore John F. Anderson, della Corte dell'Eastern District of Virginia, con il quale nel 2012 il governo Usa ha chiesto a Google di passargli tutti i dati e tutte le e-mail dei giornalisti Sarah Harrison, Joseph Farrell e Kristinn Hrafnsson, che ricoprono importanti incarichi in WikiLeaks. Il reato per il quale si indaga è proprio quello di spionaggio e il procuratore è lo stesso che per questo reato ha incriminato Edward Snowden.

I tre mandati di sequestro, come detto, risalgono al 2012 e indicano a Google come data entro la quale consegnare tutte le comunicazioni il 5 aprile di quell'anno. Tuttavia soltanto adesso,a lal vigilia di Natale 2014, Google ha comunicato a WikiLeaks l'esistenza di quei mandati, perché per più di due anni tutta la vicenda è stata coperta da segreto, infatti sui file si legge il timbro "under seal".

I legali di WikiLeaks Michael Ratner e Carey Shenkman hanno detto all'Espresso di essere a conoscenza da maggio 2014 dell'esistenza dell'inchiesta sui loro assistiti che sarebbe in corso da quattro anni.
I mandati sono stati emessi molto probabilmente ricorrendo alla "probable cause", ossia facendo riferimento a "un fondato motivo di credere che sia stato commesso un reato", che tuttavia non basta per chiedere l'estradizione negli Usa dei tre giornalisti indagati.

L'Espresso fa notare anche un dato molto interessante: negli Usa esiste dal 1917 l'Espionage Act, ossia una legge che è stata pensata per punire i traditori che durante la Prima Guerra Mondiale fornivano informazioni ai nemici. Nel corso degli anni, però, soltanto dieci persone in tutta la storia degli Usa sono state incriminate per spionaggio, ma sette su dieci lo sono state durante l'amministrazione Obama, che dunque è in assoluto quella che ha perseguitato con più insistenza i cosiddetti whistleblower (la gola profonda), vale a dire coloro che rivelano a media e giornalisti informazioni segrete su abusi commessi dal governo.

Google, a causa di questi mandati, ha fornito agli investigatori tutti i contenuti e i dati delle e-mail dei tre giornalisti di WikiLeaks inclusi indirizzi, date degli scambi di e-mai, eventuali pagamenti per gli altri servizi del colosso di Mountain View, inclusi i numeri delle carte di credito e dei conti bancari, e poi ancora tutte le liste dei contatti, le bozze di tutti i messaggi, i metadati e anche le e-mail cancellate. Tuttavia Harrison, Farrell e Hrafnsson non usavano gmail per le attività più importanti di WikiLeaks, né per le comunicazioni con le loro fonti o con gli altri componenti dello staff dell'organizzazione guidata da Julian Assange.

Mandati di sequestro a Google per giornalisti WikiLeaks

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