Aldo Forbice e la bufala della CGIL terrorista

RAI, il servizio pubblico

Il signor Dino Manchi, sindacalista CGIL di Milano, durante la puntata di venerdì scorso della trasmissione radiofonica "Zapping" di Aldo Forbice ha lanciato un'accusa da far gelare il sangue agli ascoltatori: il sindacato di Epifani coverebbe nel proprio seno «frange estremiste pericolose come si verificava negli anni '70, un'estrema sinistra che vuol far riemergere la violenza [...] contro Berlusconi e quelli che loro chiamano fascisti».

«La ringrazio molto delle parole che ha detto», gli ha risposto il conduttore Aldo Forbice, «veramente ci fanno capire, ci confermano tante cose». Gli ha fatto eco Livio Caputo, editorialista de "Il Giornale", ospite di "Zapping": la testimonianza di Manchi, ha detto, «denuncia una situazione che tutti quanti avevamo sospettato ma di cui fino ad ora esistevano solo indizi e non delle prove, come abbiamo in questo caso».

Peccato che, secondo la segreteria confederale della CGIL, «il signor Manchi non solo non è un sindacalista o un funzionario, ma non risulta essere nemmeno un iscritto della CGIL». In una lettera aperta alla redazione di "Zapping", il sindacato asserisce quindi che Dino Manchi «è uno sconosciuto, nessuno ne ha mai sentito parlare, in nessuna struttura, centrale o periferica dell'organizzazione».

Foto | Simone Ramella

Eppure il disegno eversivo della CGIL, per come immaginato dal fantomatico Dino Manchi, era piuttosto suggestivo. La «parte dura del sindacato», secondo lui, avrebbe intenzione «di realizzare un nuovo '68 a partire dalla scuola, per poi passare agli operai, ai molti clandestini, rom, precari a disposizione per aumentare i voti e tornare in Parlamento».

Un piano mefistofelico di rivolta collettiva, che unisca in un'unica catena i figli di papà dei licei romani e i rom, i precari, gli operai, gli immigrati clandestini e il sindacato. Tutti intenti a scatenare violenza non per rovesciare lo Stato democratico, ma, più banalmente, per riconquistare i cadreghini di onorevoli agli amici della sinistra.

Certo, una rivelazione così realistica e credibile avrebbe ingannato chiunque. Anche un giornalista con 45 anni di esperienza come Forbice, che si è lasciato «confermare tante cose» in diretta nazionale senza fare troppe verifiche.

Ora che però il piano della Spectre-CGIL è rivelato e sventato, l'Italia può dormire sonni più tranquilli.

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