Chi sono i franchi tiratori?

Che ruolo hanno i franchi tiratori, cosa sono e perché si chiamano così.

I franchi tiratori sono uno di quegli aspetti della politica che fa sembrare tutto il meccanismo parlamentare più una partita di Risiko che un qualcosa che ha lo scopo di decidere le sorti del paese. Ma chi sono questi franchi tiratori? Prima di tutto vediamo da dove arriva il termine: "Franco tiratore è una locuzione per definire un individuo che non segue i modi d'azione utilizzati dalla schiera in cui milita e, invece, adotta un comportamento autonomo e imprevedibile, spesso fuori dai limiti imposti dalle convenzioni. La locuzione, rintracciabile in italiano a partire dal 1870, ha origine militare ed è un calco del francese franc-tireur. La prima traccia individuabile dell'espressione si trova nei resoconti giornalistici della guerra franco-prussiana, usata per definire un "combattente o piccolo gruppo di combattenti che pratica azioni di guerra contro truppe regolari per evitare l'occupazione o l'evacuazione di centri abitati".

"Franco", quindi, nel senso di "francese", e non di "libero". L'excursus storico permette però di capire alla perfezione qual è il ruolo di questi franchi tiratori in politica: una pattuglia di parlamentari che vota senza seguire le regole date al gruppo dal leader di partito, per raggiungere obiettivi propri. Ed è proprio nelle elezioni del presidente della Repubblica che questo modo di agire esce maggiormente allo scoperto, visto che la partita per il Quirinale è quella in cui la strategia e la tattica politica raggiungono l'apice.

I franchi tiratori e il doppio gioco

Il fatto che i franchi tiratori votino in difformità rispetto al resto del gruppo, riuscendo quindi spesso a boicottare un'elezione o una legge, non deve però far pensare che siano necessariamente dei ribelli. È successo più di una volta che siano anzi stati uno strumento del "doppio gioco" di qualche leader politico, che ha finto di aver trovato un accordo con l'avversario salvo poi mettere in azione volontariamente i franchi tiratori per decapitare un'intesa che in verità non si voleva raggiungere, ma senza doverci mettere pubblicamente la faccia (e potendo poi negare tutto).

Franchi tiratori: un caso di scuola

Una cosa non troppo dissimile è avvenuta in uno dei casi più noti in cui l'azione dei franchi tiratori si è fatta sentire: la mancata elezione di Romano Prodi al Quirinale per l'intervento dei 101. Chi è stato a guidarli? Qualcuno ha fatto il nome di Renzi, altri di D'Alema; forse invece la versione più corretta è quella di Pippo Civati, che ha spiegato come i 101 appartenessero a tutti i gruppi. Ma com'è possibile? Forse, nel Partito Democratico, nessuna voleva davvero che un nome inconciliabile con le larghe intese come quello di Romano Prodi salisse sul Colle più alto. Allo stesso tempo, però, come si poteva giustificare all'elettorato del Pd un veto sul "nume tutelare" del popolo del centro-sinistra? E così, si è finto di trovare l'accordo, salvo poi mettere in azione i franchi tiratori provenienti un po' da tutte le parti per tagliare le gambe a quella candidatura un po' troppo scomoda.

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