Il federalismo slitta al 2009 con timori di maggiori tasse.

banconote
Anche quest’anno… niente federalismo. Che sia un bene o un male è ancora tutto da discutere, ma il fatto è che l’esame del testo (prima annunciato per il 2008) è stato spostato all’anno prossimo.

I motivi di questo slittamento sono molteplici. Su tutte, ragioni procedimentali e di tempi, come ha spiegato Carlo Vizzini, presidente della Commissione Affari Costituzionali: nelle prossime due settimane comincerà la discussione generale; nelle successive due si potranno presentare gli emendamenti. Calendario alla mano si arriverebbe a ridosso del Panettone.

Le ragioni sono poi (e soprattutto) connesse alle necessità di trovare soluzioni condivise sugli argomenti più scottanti, cioè la parte relativa all’ipotizzato tetto massimo pluriennale alla pressione fiscale.

Proprio il problema sulla pressione fiscale appare preponderante. Il federalismo dovrebbe semplificare la vita ai cittadini e non si può correre il rischio che si finisca per pagare più tasse.

Lo sanno bene i leghisti, che proprio in questi giorni si sono visti opporre dai tecnici del Senato il rischio che l'attuazione del Ddl Calderoli possa provocare un innalzamento della pressione fiscale.

Si tratterebbe di aumenti fiscali in forma indiretta (ma pur sempre di aumenti). I soldi sono pochi per tutti e vi sono quindi solo due possibilità: aumentare le tasse regionali e diminuire quelle statali, oppure tirare la coperta da entrambe le parti. “Nel primo caso il carico fiscale per i cittadini resterebbe tendenzialmente stabile, cambiando la distribuzione interna del gettito tra Stato e Regione” così recita la relazione di Palazzo Madama “mentre nel secondo l'onere dei cittadini potrebbe aumentare all'aumento dell'addizionale regionale, fermo restando quello dello Stato”.

Quando si tratta di abbassare le tasse l’esperienza ci dice come va a finire… forse per questo il cammino del Ddl sembrerebbe un po’ più lungo del previsto. Le parole di Calderoli (“fino a oggi c'è stato un dialogo tra maggioranza e opposizione, vale la pena prendersi tutto il tempo che serve per arrivare a un testo largamente condiviso”) potrebbero essere però di buon auspicio, visto che sembrerebbero lasciare aperta la strada a modifiche del testo.

Vedremo… Non dimentichiamo però una cosa, scopo del federalismo è farci pagare meno, ottenendo servizi migliori, non l’opposto. Speriamo che nell’italico iter del Ddl non si perda questo obiettivo per il solo “gusto” di “fare il federalismo”.

foto: ScriS | Flickr

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