E' morto Sandro Curzi


La notizia della morte di Sandro Curzi rimbalza drammaticamente nell'alveo mediatico di un tranquillo sabato mattina. E' vero, apprendiamo, che soffriva da tempo di una grave malattia, e per dirla tutta aveva diradato fino ad azzerare le sue apparizioni pubbliche, ma ugualmente lascia un vuoto dentro tutti noi anche per la sua età ancora relativamente giovane, 78 anni.

Considerato il padre del Tg3, indimenticabili furono le sue apparizioni al fianco del primo Piero Chiambretti, in cui seppe rivelare la sua grande autoironia, facendo sfoggio di un'insospettabile verve comica. Ma fu proprio il telegiornale di Rai3 la sua vera creatura, talmente inviso agli avversari politici da essere soprannominato Telekabul, ai tempi in cui l'Afghanistan era ancora un protettorato sovietico e la Tv di stato passava solo le veline di regime.

E che il suo Tg fosse schierato non era certo un mistero, ma la forza di Curzi fu di fare di ciò una bandiera, al punto che anche chi la pensava all'opposto, tra i quali il sottoscritto, ne faceva un punto di riferimento per scrutare le idee altrui; sempre in una cornice di sdegnato rispetto, se mi passate questa sorta di (discutibile) ossimoro. Dio sa quanto chi scrive detesti i coccodrilli, e l'assurda convenzione per la quale chi muore diventa improvvisamente bravo, buono e bello.

No. Curzi non è diventato improvvisamente un genio della comunicazione, semplicemente perché lo era già.

Addio, Sandro, ci mancherai.

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