Corte Aja, Srebrenica: Ergastolo a due alti ufficiali serbi per Genocidio

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Il Tribunale penale internazionale per l'ex-Jugoslavia (Tpi) si è pronunciato sul ricorso in appello di alcuni ex alti ufficiali dell'esercito serbo. La Corte ha optato per la riconferma dell'ergastolo per Vojadin Popovic e Ljubisa Beara, rispettivamente tenente colonnello e colonnello dei Drina Corps. Questi erano dei corpi speciali affiliati alle milizie serbo-bosniache, coinvolte nel massacro di Srebrenica.

Il massacro ebbe luogo nel luglio del 1995 ed è storicamente e penalmente considerato un genocidio e un crimine di guerra. In quell'occasione più di 8 mila bosniaci musulmani furono sterminati. La città era stata occupata da 20 mila profughi perché si trovava sotto la protezione dei caschi blu olandesi dell'Onu: i musulmani confidavano nel fatto che lì non sarebbero stati attaccati.

Le milizie paramilitari del generale Ratko Mladic, invece, non ebbero difficilotà a mettere da parte i soldati Onu e a portare a segno il loro progetto di pulizia etnica. Sia Mladivic che l'ex Presidente Radovan Karadzic sono sotto processo per genocidio e crimini contro l'umanità.

Nel Luglio 2014, la Corte ha dichiarato l'Olanda "civilmente responsabile" per quanto avvenuto in un episodio del massacro di Srebrenica. E' comprovato, infatti, che 300 rifugiati musulmani furono prelevati, dai serbo-bosniaci, dal quartier generale del battaglione olandese. In ogni caso, rimarchiamo che il ruolo dell'Onu nella vicenda non è mai stato del tutto chiarito. Secondo la vulgata i soldati erano scarsamente equipaggiati, e dunque impossibilitati a fronteggiare le truppe di Mladic.

Il Tpi ha respinto anche l'appello di altri due militari. Per Drago Nikolic, ex capo della sicurezza della Brigata Zvornik dell'esercito serbo, sono stati confermati 35 anni di detenzione, mentre Vinko Pandurevic ne sconterà 13. Minima, invece, la riduzione di pena per Radivolge Miletic, ex capo delle operazioni: gli anni di carcere da scontare per lui passano da 19 a 18.

Munira Subasic, presidentessa dell'associazione Madri di Srebrenica, ha commentato con dolore il verdetto: "Mi ha ferito molto il fatto che la parola genocidio non sia stata pronunciata affatto durante la lettura delle condanne, specialmente per quanto riguarda Miletic la cui pena è stata ridotta, quando lui è responsabile dell’assassinio di bambini, dell'assassinio e stupro di donne e dell’uccisione di anziani. Il tribunale parla soltanto di coloro che erano in età di leva, mentre nessuno menziona i nostri figli, bambini di nove anni, neonati, i novantenni, le donne, di cui oggi seppelliamo spesso solo qualche osso". (Fonte euro news).

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