"Eutanasia della sinistra" - Come Berlusconi è diventato il vero erede di Gramsci

L’eutanasia della sinistra ha origini antiche. Lo scopri leggendo il nuovo libro di Riccardo Barenghi (alias Jena, per i lettori del quotidiano torinese “La Stampa”) edito da Fazi Editore che in appena centotrenta pagine concentra il referto di avvenuto decesso della sinistra italiana analizzandone, nel dettaglio, le cause e le diverse situazioni che hanno portato alla debacle elettorale dell’aprile scorso quando non solo “La sinistra Arcobaleno” ha perso il diritto di rappresentanza in Parlamento non raggiungendo la soglia di sbarramento prevista dal Porcellum ma, anche il Pd, la nuova forza democratica e riformista voluta dall’ex sindaco di Roma Walter Veltroni, ha ottenuto un risultato imbarazzante.

Gli eredi del Pci non hanno saputo nella sostanza carpire i bisogni degli italiani. Non hanno saputo, insomma, farsi interpreti delle esigenze dei propri elettori (e non solo) che chiedevano uguaglianza, solidarietà e giustizia sociale. Non hanno saputo resistere al fascino dei palazzi del potere che hanno sostituito "in pochissimi anni le fabbriche, le piazze, i quartieri, le sezioni di partiti". Non hanno capito "le domande del popolo" permettendo a Berlusconi di riguadagnare facilmente consensi. E così, gli errori della sinistra hanno favorito l'ascesa trionfale del Cavaliere considerato da Barenghi il vero erede di Gramsci, il più fedele interprete del suo pensiero. Perchè - è il ragionamento dell'autore - chiunque oggi faccia politica deve saper scegliere. Il "ma anche" veltroniano, oltre ad essere un'utopia è anche una grande bufala: non si può stare con i ricchi e con i poveri, con le famiglie e con i sigle, con la pace e con la guerra, "con tutti e con nessuno".

E' necessario dire "sto con quello e non con quell'altro, sto con lui perchè con lui conquisterò anche l'altro. Sto con lui - per usare un'antica categoria gramsciana - perchè attraverso di lui posso esercitare un'egemonia culturale, sociale, politica e infine elettorale anche sull'altro". Alla sinistra manca tutto ciò. Manca un'idea, un'ideologia, un orientamento. Alla sinistra, oggi, manca una strada da seguire. Forse, anche un'identità. Da dove ripartire, dunque? Dal Pd? Da quel che resta del Pci? Di certo, da una nuova classe dirigente che con una certa originalità sappia traghettare la gauche italiana nel terzo millennio. Imparando, ovviamente, dagli errori fatti nel passato.

Eutanasia della sinistra, Fazi Editore, pp. 131, euro 14,00.

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