La Sicilia ai vertici dello Stato

Per la prima volta un siciliano diventa Capo dello Stato: la classe dirigente siciliana ai vertici del Paese, ma sull'isola il disastro è totale

Con l'elezione di Sergio Mattarella alla Presidenza della Repubblica la Sicilia assurge ad un primato notevole: aver "piazzato" dei siciliani ai vertici dello Stato.

Dopo essere stata terra di mafia e sangue a cavallo tra gli anni '80 e '90, tra le cui "vittime eccellenti" si annovera il fratello di Sergio Mattarella, Piersanti, la Sicilia è riuscita a scrollarsi da dosso quel torpore politico-istituzionale che per decenni l'ha resa preda di clientele e criminalità.

Oggi la Regione Sicilia può vantare alcuni dei propri più illustri cittadini ai vertici dello Stato, un fatto puramente politico ma che forse venti o trenta anni fa sarebbe stato decisamente meno ovvio.

Sergio Mattarella è il primo siciliano a diventare Presidente della Repubblica, posizione che gli è stata tenuta "calda" da un altro siciliano, il Presidente del Senato Pietro Grasso, che di carriera nella istituzioni ne ha fatta parecchia: di fatto, nel 2015 l'Italia ha la prima e la seconda carica dello Stato nate e cresciute (anagraficamente, professionalmente e politicamente) in terra sicula, anzi entrambi palermitani: un fatto non nuovo, nuovissimo.

Mentre l'isola cerca di risollevarsi dall'ennesimo pantano politico (perfettamente descritto nel libro Buttanissima Sicilia di Pietrangelo Buttafuoco), complice questa volta la giunta dell'eroe dell'antimafia Rosario Crocetta, e mentre la Sicilia si trova nei giorni istituzionalmente più drammatici per la giunta regionale e la sua presidenza, a Roma i siciliani fanno carriera, corrono sulle istituzioni arrivando sin sul colle più alto: il Quirinale.

Ma di siciliani, a Roma, non ci sono solo Sergio Mattarella e Piero Grasso: di siciliano c'è il procuratore generale della procura più grande e corposa d'Italia, quel Giuseppe Pignatone chiamato a dissipare "le nebbie" da quello che per anni è stato il loro "porto" più sicuro. Anche Pignatone, come la prima e la seconda carica dello Stato, è un palermitano doc che ha messo a disposizione della giustizia capitolina il proprio background e la propria formazione isolana per stanare i vertici di Mafia Capitale, tra i vari successi.

800px-Vespro_flag.svg

Ma non sono solo questi i siciliani che onorano l'isola negli uffici della Capitale: c'è Antonello Montante, appena nominato dal governo alla presidenza dell'Agenzia nazionale dei beni confiscati e sequestrati alla criminalità organizzata dopo essere stato per anni delegato della legalità di Confindustria, confederazione che alla vicepresidenza ha un altro siciliano: Ivan Lo Bello.

E se tra gli industriali ci sono siciliani non c'è motivo per cui non debbano essercene nei sindacati, come alla Uil guidata dal neosegretario Carmelo Barbagallo.

Tra i siciliani nei gangli delle istituzioni c'è Santi Consolo, da poco alla guida del Dap, il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, mentre all'Antitrust da diversi anni siede Giovanni Pitruzzella, definito dai suoi detrattori "pirandelliano": più siciliano di così.

Una Sicilia che riprende dunque in mano il proprio destino, anche se lo fa lontano, forse troppo lontano, da Palermo: una Palermo dove i custodi giudiziari rappresentano "la mafia dell'antimafia" e dove la procura (oggi forse la più famosa d'Italia) intesse trame criminali mafio-istituzionali degne della sceneggiatura di un film (tant'è che qualcuno ci ha fatto veramente un film, "La Trattativa"), dove lo sbando politico regionale è un cancro che da Totò "vasa vasa" Cuffaro in poi non ha fatto altro che ingrossarsi, dove spesso la copertina è diventata più importante del libro: dove il titolo, "Il Gattopardo", è più importante del libro di Tomasi di Lampedusa, per restare in Sicilia.

Tuttavia la Sicilia si è dunque tolta quell'insopportabile nomea di "esportatrice di mafia" diventando oggi "esportatrice di personalità eccellenti", di democrazia. Da terra greca qual'è, un bel successo non c'è che dire.

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO