Di Pietro e l'Italia dei Valori: tra rischio scissione e sogni a Cinque Stelle

Nella vicenda dell'Idv c'è qualcosa che non quadra. Tutto comincia quando Antonio Di Pietro abbandona la nave dell'alleanza con il Pd per inseguire quella con Beppe Grillo. Gli altri 'big' del partito iniziano a innervosirsi, Di Pietro tira dritto nonostante dal Movimento Cinque Stelle si alternino aperture e chiusure, e intanto la puntata di Report mette ancora più in difficoltà Tonino. Sembra giunta la resa dei conti: Di Pietro dice che il partito è morto, il suo ex braccio destro Donadi conferma e ammette che la scissione è dietro l'angolo. Il capo sembra isolato, la linea di Donadi sembra fare breccia nel partito. E poi? Donadi molla il partito seguito solo da Aniello Formisano, tutti gli altri si stringono attorno a Di Pietro e tutto torna come prima. Pure De Magistris sotterra l'ascia di guerra. Com'è possibile?

Probabilmente le truppe dell'Idv hanno provato in tutti i modi a convincere il loro capo che la cosa giusta da fare era riallinearsi con il Pd, arrivando addirittura a minacciare la scissione. Una volta visto che Di Pietro non voleva saperne di cambiare rotta, si sono resi conto che spaccare il partito li avrebbe portati a un unico destino: essere assorbiti dal Pd senza nessuna garanzia di rielezione. Ne vale davvero la pena? Evidentemente la risposta è no, e questa potrebbe essere la ragione per cui l'unico disposto ad andare fino in fondo - Donadi - si è poi ritrovato solo.

C'è altro: nonostante Grillo abbia negato di volersi alleare con Di Pietro, il grande progetto di cui si è parlato qualche tempo fa che dovrebbe coinvolgere Idv, M5S, movimento arancione e altri è tutto tranne che una invenzione giornalistica. O meglio: puzza di invenzione giornalistica lontano un chilometro, ma di fatto solo in questo modo si spiega il dietro front dei parlamentari dell'Idv che - sul punto di abbandonare la nave - hanno deciso di restare al fianco del loro boss. E secondo quanto riporta Pubblico ci sarebbero di mezzo anche delle 'garanzie'.

C'è una garanzia che i parlamentari rimasti fedeli a Di Pietro si passano di bocca in bocca. Della serie, «Tonino ci ha assicurato che faremo l'alleanza col Cinquestelle perché Beppe vuole vincerle, le elezioni. E ci giochiamo quella riconferma in Parlamento che, a seguire Donadi come "ospiti" nelle liste del Pd, non tutti avremmo». Una garanzia che continua a "reggere" anche dopo che il comico genovese, a parole, ha smentito l'ipotesi. Infatti, smentite a parte, la pattuglia dipietrista segue «Tonino». Certa del «patto» con Grillo.

Ma se l'alleanza si farà, perché Grillo nega? Il fatto è che un'alleanza con l'Idv così com'è suonerebbe come un addio agli ideali antipartitici del Movimento Cinque Stelle. Ma se il tutto si trasformasse in qualcosa di nuovo che coinvolge anche il movimento guidato da De Magistris, pezzi di Fiom, società civile, Leoluca Orlando, Antonio Ingroia e con la benedizione del Fatto Quotidiano allora si può fare. Insomma, un'alleanza classica M5S e Idv non si farà, ma il sogno di creare un nuovo grande soggetto al cui interno ci siano anche i movimenti di Grillo e Di Pietro è tutto tranne che tramontato. E davanti a un progetto così, chi ha voglia di farsi assorbire dal Pd?

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