Ore 12 - Le "mezze" verità di Silvio Berlusconi

altroStavolta, quella di Silvio Berlusconi è una mezza verità. Serve al Cavaliere per dimostrare la giustezza del suo teorema: l’attacco virulento e continuo contro i giudici di Mani pulite.

“Quel pool – sono le sue parole pronunciate ieri in Abruzzo – mise fine a 50 anni di progresso. Nel 1992 furono colpiti da quella Magistratura i cinque partiti democratici Dc, Psi, Psdi, Pri, Pli che, pur con molti errori, garantirono progresso e benessere. Fu salvato invece il Pci che nelle elezioni del 1994 avrebbe preso con i suoi alleati il 34% dei voti occupando l’82% dei seggi parlamentari. Fu così che scesi in campo, per evitare che il Paese si consegnasse a chi aveva nel proprio credo e simbolo quella falce e martello che la storia ci aveva insegnato come simbolo di paura, terrore, Stato poliziesco e morte”.

La storia forse dirà perché effettivamente Berlusconi scese “in campo”.

Indubbiamente una carica di anticomunismo viscerale e una spinta sincera per “servire” il paese in una fase di sbandamento non mancarono nel portare il Cavaliere a fare il grande passo.

Ma quanto pesarono l’ambizione personale, la bramosia di potere e la ricerca di usare la politica per risolvere problemi aziendali (crisi finanziarie) e personali (problemi con la legge)?

Tornando a Tangentopoli, quei partiti crollarono non solo sotto l’urto della Magistratura ma, caduto il muro di Berlino, per la crisi di fiducia nei loro confronti. Partiti, Dc in testa, che pure avevano garantito per quasi mezzo secolo la libertà, la democrazia, il progresso.

Il pool di Mani pulite fu pervaso da pulsioni ideologiche e calcò la mano, compiendo anche forzature ed errori. Ma come non intervenire nel ginepraio creatosi, nella commistione totale fra politica e affari?

Il guaio è che Berlusconi, e non solo lui, finge di non vedere che oggi siamo nella stessa situazione di allora.

Il “sistema” è lo stesso, magari più raffinato, ma alla basa sta il concetto di occupare le Istituzioni, utilizzare il potere politico per intascare soldi in modo truffaldino a danno dei cittadini e dello Stato.

Non solo. Berlusconi, con pragmatismo, populismo e demagogia, è andato oltre: dando il via con Forza Italia al partito padronale, alla Disneyland della politica italiana, ne ha delegittimato cultura e radici e ha imposto (con il voto) la nuova ideologia basata sul perverso intreccio finanza-informazione che crea consenso, porta voti e rischia di stravolgere i cardini su cui questa nostra Repubblica è sorta.

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