Vigilanza Rai, l'appello di Donadi (Idv) a Pd e Udc via PolisBlog: "Fate come noi, disertate i lavori"

Onorevole Massimo Donadi, capogruppo dell'Italia dei valori alla Camera e vittima del soccorso rosso di Latorre (Pd) a favore di Bocchino (Pdl), ci dica la verità: lei in studio si era accorto di qualcosa?
"Nello studio di Omnibus non mi ero assolutamente accorto di ciò che stava avvenendo al mio fianco tra Latorre e Bocchino. Ho appreso tutto grazie alle innumerevoli mail e telefonate arrivate al partito. Persone indignate da un tale comportamento".

Che significato politico ha il gesto del senatore Latorre?
"Che un rappresentante dell'opposizione, mio alleato, suggerisca a un autorevole esponente del centrodestra come attaccarmi durante un dibattito televisivo, è la testimonianza tangibile dell'esistenza di una politica del compromesso mirante solo all'esercizio del potere. Il fatto che l'Italia dei Valori sia il bersaglio di chi fa questa politica ha un significato ben preciso: siamo il peggior nemico di questa politica e di questa cultura".

Ma il suggerimento era corretto, no? Come mai il Pdl può fare un passo indietro sulla corte costituzionale e l'Idv no sulla vigilanza?
"Il suggerimento contenuto nel 'pizzino' non è affatto corretto né veritiero. Non si può paragonare quanto avvenuto con l'elezione del giudice costituzionale di nomina parlamentare con la questione della Vigilanza Rai. Noi dell'Italia dei Valori ci siamo opposti alla candidatura di Pecorella perché è stato avvocato di Silvio Berlusconi. Dato che proprio la Consulta dovrà esprimersi in merito alla costituzionalità del lodo Alfano, che propone l'immunità delle quattro più alte cariche dello Stato, tra cui ,ovviamente, il Presidente del Consiglio, abbiamo ritenuto improponibile tale candidatura. Era palese il conflitto di interessi tra chi avrà il compito di giudicare e chi dovrà essere giudicato. Abbiamo poi manifestato la nostra correttezza politica e il nostro senso di responsabilità nei confronti delle istituzioni votando Giuseppe Frigo, figura dal profilo autonomo e indipendente. L'abbiamo votato nonostante abbia più volte dimostrato di avere un'idea di giustizia molto distante da quella del nostro partito. Al contrario, l'elezione di Leoluca Orlando alla Vigilanza, che di per sé spetta all'opposizione, ha riscontrato un veto da parte del premier Berlusconi finalizzato unicamente alla penalizzazione dell'Italia dei Valori".

Alla luce di questo episodio come muteranno i rapporti col Pd?
"La nostra alleanza con il PD non ha motivo di essere posta in discussione. Certi fatti sono scaturiti dalla malafede dei singoli individui, mentre Veltroni ha dimostrato coerenza sia nella difesa della figura di Orlando sia nel richiedere le dimissioni di Villari prima e dopo la candidatura di Sergio Zavoli. Sicuramente il Partito Democratico esce da questa vicenda indebolito. L'operazione Villari è stata orchestrata proprio contro il Pd ed il suo segretario. Per questo il Pd ha visto incrinata la propria coesione e la propria credibilità, ma di questo non dobbiamo certo occuparcene noi dell'Italia dei Valori."

Intanto Villari non molla. Che scenari vede per la Vigilanza Rai?
"Data l'impossibilità di garantire il rispetto e l'onestà nei confronti di questo incarico pubblico, abbiamo deciso di non esser complici della sua compromissione. Avendo preso atto della trama ordita da Silvio Berlusconi abbiamo manifestato la nostra contrarietà attraverso le dimissioni dalla Commissione di Vigilanza sia di Leoluca Orlando che di Francesco Pardi. Pur continuando a denunciare le pessime condizioni in cui versa il sistema dell'informazione italiana, lo sblocco dell'elezione sulla Vigilanza Rai non è più una questione che ci riguardi. E' una commissione delegittimata e per questo invitiamo anche il Pd e l'Udc a disertarne i lavori".

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