NoTav, Erri De Luca a Piazzapulita: "Va sabotata, se condannato nessun ricorso"

Lo scrittore Erri De Luca ieri sera da Corrado Formigli: "Non ricorrerò in appello. E sono pronto a essere recidivo"

Ospite negli studi di Piazzapulita su La7, intervistato dal giornalista Corrado Formigli, lo scrittore napoletano Erri De Luca, recentemente rinviato a giudizio per istigazione a delinquere per alcune sue dichiarazioni "terroristiche" sulla Tav e sulle proteste dei valsusini che contestano la grande opera, ha ribadito la sua ferma opposizione all'opera.

Dichiarazioni, quelle dello scrittore, di un uomo libero che rivendica la propria libertà di pensiero e di azione: De Luca ha ribadito e rivendicato le parole contro la Tav, giudicata inutile e dannosa e quindi contestata legittimamente dal movimento NoTav, ed ha spiegato a Formigli che, se condannato, non ricorrerà in Appello.

"Non credo di aver istigato al sabotaggio della Tav. Se così fosse stato, la pubblica accusa avrebbe dovuto fare i nomi di chi avrei istigato. E a commettere quali reati? [...] La libertà di espressione finisce quando diffami o calunni qualcuno. E non è questo il mio caso. Il diritto di manifestare in Italia è in discussione, il mio caso ne è un esempio. [...] Se verrò condannato, sconterò la mia pena. Non ricorrerò in appello. E sono pronto a essere recidivo.”

De Luca aveva ribadito le sue posizioni in materia nel pamphlet “La parola contraria” e delle sue parole sulla Tav fa un vero e proprio punto d'orgoglio.

Lo scrittore rivendica infatti la legittimità di affermare ciò che si ritiene giusto, ed anche lottare per ottenerlo: da ex di Lotta Continua e libero intellettuale, in un certo senso De Luca mostra la libertà di pensiero che da sempre lo contraddistingue e che sembra orientarlo verso una disobbedienza civile costante, almeno sotto il profilo della libertà di espressione.

Quello contro di lui, spiega a Piazzapulita, non è un processo contro la Tav, contro il movimento NoTav o contro la sua persona: è un processo alla libertà di espressione, celebrato tra l'altro proprio mentre l'Europa intera si definisce "Charlie Hebdo", una contraddizione in termini:

"L’informazione in Italia, come risulta agli atti, è asservita al potere. La nostra libertà di stampa dipende dal fatto che oggi i giornalisti non sono professionisti dell’informazione, ma, per la gran parte, impiegati di un’azienda. E’ una stampa ‘embedded’, intruppata nella versione ufficiale"

ha chiosato lo scrittore napoletano.

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