Forza Italia in crisi totale, Fitto convoca una convention il 21 febbraio

Si allarga la frattura in Forza Italia, i fittiani rompono: "Non riconosciuta la valenza politica dell'ufficio di presidenza".

Venerdì 6 febbraio 2015 - Raffaele Fitto ha annunciato che il 21 febbraio a Roma terrà una convention per esporre le proprie proposte per l'Italia. L'ex governatore della Puglia ha detto:

"Non siamo né vogliamo essere rottamatori, anche perché nel centrodestra italiano quasi tutto è già sfasciato, ma ricostruttori. Sabato 21 febbraio a Roma sarà l'occasione in cui cominceremo a esporre le linee guida delle nostre proposte per l'Italia, oltre che per Forza Italia e per il centrodestra"

Fitto poi ha sottolineato come Matteo Renzi "per sua prepontenza e per incredibile debolezza altrui" stia vincendo tutte le sfide di Palazzo e come la situazione dell'Italia sia drammatica, elencando quanto prospettato dalle previsioni dell'Ue che vedono l'Italia in penultima posizione nel 2015 per crescita economica e in ultima posizione, superata anche da Cipro, nel 2016.

Fitto aggiunge:

"Noi non ci limitiamo a una battaglia interna su assetti e organizzazione, ma abbiamo un progetto e una proposta sui contenuti, in chiave fortemente liberale, innovativa, modernizzatrice"

Fitto: "Abbiamo sbagliato tutto"


Giovedì 5 febbraio

- Per Raffaele Fitto il momento è propizio, dal momento che l'avvenuta rottura del patto del Nazareno dà di fatto ragione a quanto si ostina a ripetere da mesi, e cioè che Forza Italia è diventata succube di Renzi e che in questo modo si va verso il suicidio politico del partito. Oggi l'eurodeputato - e leader dei ribelli di Fi - torna ad alzare la voce spiegando come si sia "sbagliato tutto":

In questa fase abbiamo sbagliato tutto, non abbiamo indovinato neanche un passaggio. Peraltro c'è stato chi ha cercato di far notare gli errori che si compivano. Penso alla legge elettorale: approvarla con quel metodo, con quei tempi e con quel contenuto penso sia stato un suicidio politico rispetto anche ai passaggi successivi.

Fitto fa probabilmente riferimento al premio di maggioranza alla lista previsto nell'Italicum, che sembra in effetti studiato a tavolino per permettere al Pd di vincere le elezioni da solo.

Se Renzi ha posto dei diktat e ha modificato in modo unilaterale la legge elettorale e la riforma costituzionale, noi abbiamo sbagliato a non spostare la discussione nel merito. Sono molto preoccupato del fatto che ci sia una legge elettorale che non ha niente a che vedere con gli obiettivi di partenza di Forza Italia. Anche sulle riforme costituzionali non c'è una contrarietà, ma questa riforma costituzionale trasforma il Senato in un dopo-lavoro per i consiglieri regionali, non superando il bicameralismo. Allora perchè non prendere in considerazione la nostra proposta che sopprime in modo secco il Senato e che mette nelle condizioni per avere un monocameralismo netto? Bisogna entrare nel merito

La crisi di Forza Italia: 4 febbraio

15:20 - La rottura di Forza Italia non sembra consumarsi solo dentro al partito ma persino fuori, in quello che per mesi è stato il pomo della discordia della sinistra e, in generale, della politica italiana: il patto del Nazareno.

A mettere il punto, o almeno così pare, è Giovanni Toti, che così ha dichiarato alla stampa:

"Il patto del Nazareno così come lo avevamo interpretato fino ad oggi noi lo riteniamo rotto [...] Il cammino delle riforme il governo ha già detto con grande chiarezza che proseguirà noi non ci sentiamo legati a condividere un percorso nel suo totale perché quel totale prevedeva un presupposto fondamentale che era: sulle istituzioni si sceglie insieme e dunque anche sul capo dello Stato."

Una posizione che sembrerebbe definitiva, al netto di ripensamenti e nuove giravolte dei politici di centrodestra della compagine berlusconiana.

14:05 - Silvio Berlusconi, secondo fonti presenti alla riunione del comitato di presidenza di Forza Italia, avrebbe respinto le dimissioni offerte in blocco dai massimi dirigenti del partito e durante la riunione ha confermato loro, viene ancora spiegato, la sua piena fiducia.

Forza Italia in crisi totale: si dimettono i vertici e i capigruppo


Martedì 4 febbraio 2015 - È crisi totale in Forza Italia: dopo la debacle politica nell'elezione del Capo dello Stato sembra oramai insanabile la frattura all'interno del partito di centrodestra, più orientato ad una lotta intestina che non a riprendere in mano un'eredità politica ad oggi appannaggio di Matteo Salvini (il vero capolavoro politico recente non è quello di Renzi con Mattarella ma quello di Salvini con la Lega, presa in mano nel bel mezzo di una bufera giudiziaria che avrebbe distrutto chiunque).

Questa mattina si è tenuto l'ufficio di presidenza di Forza Italia, convocato da Berlusconi a Palazzo Grazioli, al termine del quale è arrivata la notizia delle dimissioni da capogruppo alla Camera di Renato Brunetta, uno dei più contestati "vicini" al leader milanese.

Renato Brunetta non avrebbe però solo dato il benservito da capogruppo: avrebbe anche chiesto la possibilità di votare di nuovo a scrutinio segreto le cariche di capogruppo alla Camera e al Senato, una vera e propria "svolta democratica" che rischia di trascinare un impreparato partito personale nella democrazia partecipata, più moderna diciamo.

Tutti i vertici del partito hanno rassegnato le dimissioni nelle mani del Presidente Silvio berlusconi.

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E Raffaele Fitto coglie la palla al balzo: già noto malpancista, critico come quasi nessuno nella storia con Silvio Berlusconi, il politico pugliese ha dichiarato:

"Dopo gli errori clamorosi degli ultimi tempi c'è la necessità di un azzeramento totale degli organi del partito [...] Noi restiamo in Forza Italia ma apriamo con forza un confronto nel partito sulla linea politica e sul suo assetto. Non si può più derogare, ce lo chiedono milioni di elettori che ci abbandonano purtroppo ogni giorno come dimostrano i sondaggi. [...] Dobbiamo sostituire l'attuale gruppo dirigente con un gruppo dirigente eletto dai nostri elettori, troviamo il modo. I ruoli, compreso il mio, si devono assumere non perchè si viene nominati ma perchè si viene eletti. [...]
Ieri ho avuto un lungo e franco colloquio con Berlusconi. Le posizioni non sempre collimano. Berlusconi ha bisogno di dire fuori quello che pensa e noi abbiamo bisogno di chiarezza: il logoramento di Berlusconi e di FI sta avvenendo ad opera di altri e quindi se non sarà possibile avviare questo confronto serio nel partito, all'interno, lo faremo partendo dai territori e inizieremo a girare il Paese".

ha detto lo stesso europarlamentare Fitto in una conferenza stampa di poco fa alla Camera dei Deputati. Parole che certamente aggiungeranno altra carne al fuoco nel pomeriggio di oggi.

(in aggiornamento)

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