Primarie Pdl - Alfano in testa nei sondaggi

Ci sono due nuovi sondaggi sulle primarie del Pdl. E la cosa più bella è che, Angelino Alfano a parte, i candidati presi in considerazione sono molto diversi. Da una parte ci sono Mussolini, Tremonti e la Gelmini; dall'altra Alemanno, Crosetto, Galan, Santanchè. A dimostrazione di come ancora nessuna abbia capito esattamente quali saranno i competitor dell'Angelino.

Facciamo prima di tutto un po' di chiarezza su questo punto. Quali sono i candidati alle primarie Pdl? Oltre al segretario del partito si sono candidati ufficialmente Galan, Crosetto, la Santanchè e Samorì (uomo nuovo del Pdl). Potrebbe candidarsi in settimana anche Roberto Formigoni. Si è ritirato Alemanno - nonostante un sondaggio Datamonitor lo desse secondo al 23% -, ci stanno pensando ancora su la Meloni, la Mussolini, la Gelmini, il sindaco di Pavia Cattaneo e l'ex superministro Tremonti.

Una situazione quindi ancora fluida che manda in confusione i sondaggisti: solo così si spiega per quale ragione nei due sondaggi le rose di candidati siano così diverse. Quello che è certo è che Alfano è al primo posto: nel sondaggio Swg con il 38%. E gli altri? Al secondo posto si piazza la Mussolini, con il 15% delle preferenze. Al terzo posto l'unico nome di peso che potrebbe contrapporsi ad Alfano se veramente scendesse in campo: Giulio Tremonti, 11%. Infine Maria Stella Gelmini (ma è candidata?) con un misero 1%.

Diversa la situazione che fotografa il sondaggio Datamonitor: Alfano al primo posto col 30%, seguito da Alemanno (che si è però ritirato) al 23%. Terzo posto per Daniela Santanchè al 17% (e almeno della pasionaria sappiamo che è candidata di sicuro). Fuori dal podio troviamo il governatore della Campania Stefano Caldoro (10%), Guido Crosetto all'8% e Giancarlo Galan al 7%. E anche di questi ultimi due sappiamo per certo che saranno candidati.

C'è ancora tempo per permettere alla situazione di delinearsi: nonostante si vada a votare il 16 dicembre, la fase preliminare delle primarie Pdl è stata talmente burrascosa che non c'è da stupirsi se a quasi un mese dal voto ancora non si sa con precisione chi si presenterà. Una situazione che continuerà ad avvantaggiare Alfano, che infatti vive queste primarie come il momento - finalmente - della sua incoronazione. Dopodiché nessuno potrà più trattarlo come un segretario a metà.

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