Di Battista parla dell'omicidio Mattarella e mette in guardia il Presidente da Berlusconi

Il pentasellato a Mattarella: "Presidente se intende, come crediamo, combattere DAVVERO mafia e corruzione si guardi bene da questa gentaglia"

Alessandro di Battista sull'Iraq

Alessandro Di Battista, deputato e membro del direttorio del Movimento 5 Stelle, ha deciso di dare un suggerimento, tramite la sua pagina Facebook, al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Il pentastellato riscrive la storia dell'omicidio di Piersanti Mattarella, fratello dell'attuale Capo dello Stato, in 8 punti. E lo fa "connettendola" alla vicenda di giudiziaria Marcello Dell'Utri, che fu legatissimo a Silvio Berlusconi. Ovviamente, Di Battista non asserisce che il leader di Forza Italia fu implicato, nel 1980, nell'attentato mafioso che tolse la vita all'allora Presidente della Regione Sicilia. Tuttavia, non manca di rimarcare la vicinanza tra l'ex Cavaliere e la "Commissione" che prese la decisione di elimnare il politico democristiano. Per questo motivo, il parlamentare termina il suo post rivolgendosi con un monito al nuovo inquilino del Quirinale: "Presidente se intende, come crediamo, combattere DAVVERO mafia e corruzione si guardi bene da questa gentaglia".

Di seguito vi proponiamo l'intero post pubblicato da Di Battista:

1. Piersanti Mattarella, il fratello del Presidente della Repubblica, venne ammazzato a Palermo il 6 gennaio 1980.
2. Tommaso Buscetta, il pentito di mafia che con le sue rivelazioni permise la condanna di tutta la cupola nel maxi-processo, dichiarò che l'uccisione di Mattarella fu “un omicidio voluto dalla “Commissione".
3. La "Commissione" è la Commissione provinciale di Palermo, l'organo direttivo di Cosa Nostra.
4. Di quella “Commissione” faceva parte anche Stefano Bontate, anche se stava perdendo potere a vantaggio dei corleonesi di Riina che lo fecero fuori nel 1981.
5. Leggendo la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti di Andreotti (prescritto per mafia) mi sono imbattuto in alcune dichiarazioni del collaboratore di giustizia Marino Mannoia. Parlando dell'omicidio Mattarella dichiara: “la decisione fu presa da tutti i componenti della "Commissione", e su ciò erano perfettamente concordi il Riina, il Calò, l'Inzerillo ed il Bontate”.
6. Bontate, nel 1974, siglò un patto con Silvio Berlusconi in uno degli uffici dell'ex-cavaliere a Milano.
7. Il patto venne sancito grazie all'intermediazione criminale di Dell'Utri (fondatore di FI e condannato per concorso esterno in associazione mafiosa) e prevedeva protezione alla famiglia di B. in cambio di ingenti somme di denaro. In virtù di questo patto Cosa Nostra inviò il mafioso Mangano ad Arcore.
8. Quel patto, secondo i giudici, rafforzò il potere economico e l’influenza di Cosa Nostra, la stessa Cosa Nostra che sei anni dopo diede l'ordine di uccidere Mattarella.
Presidente se intende, come crediamo, combattere DAVVERO mafia e corruzione si guardi bene da questa gentaglia.
P.S. Domani e domenica sarò in Emilia. Reggio, Modena, Ferrara e Bologna. C'è tanta neve ma c'è anche la mafia, non possiamo restare a casa.

Il deputato sceglie di inviare questo messaggio a Mattarella, nello stesso giorno in cui Beppe Grillo ha paragonato il Patto del Nazareno alla trattativa Stato-Mafia. Pare, dunque, che il Movimento 5 Stelle abbia scelto di rilanciare il tema della legalità con i toni che gli sono più propri. Ovvero, alzando il livello dello scontro politico.

Inoltre, segnaliamo che secondo quanto dichiarato da Grillo, il M5s incontrerà, la prossima settimana, il pm di Palermo Nino Di Matteo. L'ex comico, nei suoi auguri al Presidente della Repubblica, lo ha esortato ad esprimere la sua solidarietà proprio al pm.

Secondo alcuni rumors, Grillo e i suoi parlamentari avrebbero anche chiesto un incontro a Mattarella. A ridosso del quale, molto probabilmente, non mancherà di tornare nuovamente sull'argomento mafia. Siamo inclini a pensare che il Presidente presterà ascolto alle proposte del partito di minoranza, ma allo stesso tempo siamo certi che non si farà tirare in mezzo alla polemica politica.

Infine, pur evidenziando le non poche ambiguità di Berlusconi, ci preme evidenziare che la storia dell'omicidio di Peirsanti Mattarella e quella del leader di Forza Italia non possono essere riscritte in 8 punti su un social network, piegandole a speculazioni. Di Battista si vanta di appartenere ad un partito che fa delle proposte e delle iniziative la propria bandiera. Ecco, allora noi gli consigliamo di puntare su quelle.... a costo di prendere qualche like in meno su Facebook.

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