Tempi di crisi: Cgil verso lo sciopero. Il governo vara la social card

Si fa sempre più aspro il confronto tra Cgil e governo e appare ormai difficile scongiurare l'annunciato sciopero del 12 dicembre che, lo ricordiamo, è stato indetto dalla sola sigla sindacale di Epifani. Sulla singolarità di un atto di forza unilaterale di tal sorta in tempi di crisi nera dell'economia si sono già sprecate illustri parole, ma come sempre noi cercheremo di guardare all'insieme della situazione provando a fornirne un quadro il più possibile obiettivo.

Per questa ragione partiamo proprio dal punto di vista della Cgil e dalla sua controproposta. Epifani chiede infatti un intervento strutturale suddiviso in due punti: restituzione del fiscal drag ai lavoratori, quantificato in 13 miliardi circa, e detassazione delle tredicesime. Gli introiti derivati da quest'ultimo provvedimento andrebbero interamente utilizzati in forme di aiuti al precariato. In assenza di risposta positiva del governo a queste istanze, che in campo politico hanno incassato il solo appoggio incondizionato dell'estrema sinistra, lo sciopero si farà.

La posizione del governo. Giudicata improponibile per evidenti motivi di bilancio la parte del fiscal drag, è invece allo studio una forma di detassazione delle tredicesime, anche se difficilmente potrà configurarsi in qualcosa di più di un brodino. I provvedimenti concreti per ora sono social card e proroga della detassazione degli straordinari per la sola parte relativa ai bonus, ma probabilmente con innalzamento del tetto da 30.000 a 35.000 euro annui.

La social card funzionerà come una carta ricaricabile del valore di 40 euro mensili a favore di tutti i pensionati di età superiore a 65 anni con reddito entro i 6.000 euro e delle famiglie con bambini da 0 a 3 anni. Inoltre in busta paga sarà assegnato un bonus di importo variabile tra i 150 e gli 800 euro (a seconda della composizione del nucleo familiare) a tutte le famiglie con reddito compreso entro i 20.000 euro annui. La social card prenderà il via a dicembre con una prima carica di 120 euro, che comprenderà dunque anche l'arretrato di ottobre e novembre.

È stato invece temporaneamente accantonata l'idea di bloccare le tariffe di elettricità e gas, poiché ne è comunque prevista la progressiva diminuzione per via del calo del prezzo del petrolio e dunque si sarebbe configurata in una beffa sostanziale. A margine del pacchetto anti-crisi, Berlusconi ha annunciato lo sblocco dei fondi per le grandi opere. 16,6 miliardi per avviare una serie di cantieri annunciati, tra i quali il ponte sullo stretto, il Mose a Venezia, l'Expo di Milano e la linea C della metropolitana di Roma, nonché vari interventi sulla rete dei trasporti come la pedemontana Milano-Bergamo e il miglioramento della viabilità della Salerno-Reggio Calabria.

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