Ucraina: la bufala del piano segreto di Obama per rovesciare Putin

Una trama fantapolitica nata solo dalla presenza di un oppositore di Putin a Washington

Esiste un piano segreto dell'amministrazione Usa per rovesciare Putin e cambiare il governo russo tramite un colpo di Stato "pilotato"? L'ipotesi appare quantomeno azzardata e ricorderebbe certe manovre politiche degli Stati Uniti nei decenni passati nei confronti di Paesi del Sud America o dell'Africa, con la differenza che qui si sta parlando di una super potenza militare ed economica come la Russia, e di un uomo come Vladimir Putin che ha dimostrato di saper costruire un sistema di potere che ha poco da invidiare a quello dell'URSS.

Eppure su Libero di ieri campeggiava in bella mostra "il piano di Obama per far cadere Putin". Le prove di questo piano? La presenza a Washington di Il'ja Ponomarëv: sconosciuto ai più, almeno in Occidente, è un parlamentare della Duma che milita nel partito di opposizione Spravedlivaya Rossiya ed è uno dei più acerrimi oppositori di Putin all'interno del Parlamento (l'anno scorso è stato l'unico a votare contro la ratifica del trattato di adesione della Crimea alla Russia, guadagnandosi la minaccia di essere rimosso per essere andato "contro gli interessi del proprio Paese").

La presenza di Ponomarev a Washington è il punto di partenza per un racconto che sa di fantapolitica, e che parla di un piano messo a punto dallo stesso parlamentare russo per spiegare agli americani come destabilizzare la Russia, e in particolare come rovesciare Putin tramite una protesta di piazza organizzata, con l'appoggio dei Paesi e dei media occidentali. Questo sarebbe il famoso "piano" per rovesciare Putin. Piano che non coinvolge minimamente Obama né l'amministrazione Usa, e che non si può definire neanche "piano".

Infatti Ponomarev non era a Washington per colloqui segreti o incontri riservati, ma perché invitato dal CSIS (Center for Strategic & International Studies) a presenziare a un evento intitolato Russia's Opposition in a Time of War and Crisis. Niente di più che un convegno in un centro di studi strategici, che potete vedere integralmente nel video all'inizio del post.

A questo convegno, il parlamentare russo si è presentato con una presentazione PowerPoint sulla situazione nel suo Paese e sulle possibilità di un cambiamento. In particolare, una slide era intitolata "Conditions for the Change of Power in Russia” e in questa Ponomarev analizzava i possibili elementi per un cambiamento di regime. In particolar modo, sottolineava come è "improbabile" che il cambiamento possa avvenire tramite elezioni, mentre è "probabile" un cambiamento in seguito a una protesta di piazza organizzata, innescata da un "trigger event" e appoggiata dalle elite politiche e dalle potenze straniere. Un'altra ipotesi è quella di un intervento "soft" delle elite che rovescino oggi Putin in modo non violento, ma questo secondo Ponomarev non assicurerebbe le riforme necessarie.

Quindi un quadro, dettagliato ma non certo originale, sulle possibilità di un cambio di regime in Russia. Discutibile il fatto che un parlamentare vada in un altro Paese a fare sostanzialmente appello per una rivoluzione, e infatti c'è chi parla di alto tradimento da parte di Ponomarev. Ma niente che faccia pensare a un coinvolgimento dell'amministrazione Usa, e meno che mai a un piano di Obama. Tanto è vero che l'articolo su Libero – ripreso da Blitz Quotidiano che non si è neanche premurato di verificare che Ponomarev è un uomo e non una donna – è l'unico a parlare di un'ipotesi del genere, mentre la stampa internazionale ha semplicemente riportato, senza particolare enfasi, la presenza del deputato russo a Washington.

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