Elezioni amministrative in Venezuela: Chavez vince, la stampa internazionale rosica

da flickr, https://www.flickr.com/photos/pankcho/864641399/, creative commonsSi è appena conclusa in Venezuela un'importante tornata elettorale. Si votava per le amministrative, l'affluenza è stata del 65%, un record per il Venezuela. Si è votato in pace e in democrazia, a dispetto delle catastrofiche previsioni piene di sventura della stampa, che come al solito, ha fatto una pessima figura quando si parla di stati (anzi, di governi) non graditi.

17 stati su 22 sono andati ai sostenitori di Chavez, che perdono il sindaco della capitale Caracas; per capire quanto siano andate bene le elezioni per il presidente venezuelano, anche in tempi di crisi e con il petrolio mai cosi svalutato come ora, basta guardare al silenzio della stampa, quella italiana soprattutto, sempre pronta a starnazzare ideologicamente (memorabile l'attacco del Corriere della sera a Chavez per lo spostamento del fuso venezuelano di un'ora, che era semplicemente un ritorno al passato e un modo per consumare meno energia) quando c'e qualche presidente non allineato ai desideri degli industriali e dei poteri forti economici.

Altro esempio è come vengono affrontati temi riguardanti Bolivia ed Ecuador. A dispetto dell'informazione a reti unificate il Venezuela di Chavez fa un altro passo avanti, e lo stesso presidente non nega la sua soddisfazione:

"La fiamma della rivoluzione è oggi ancora più forte, la strada per la costruzione del socialismo è stata approvata e andrà avanti. Adesso dobbiamo continuare con il nostro compito e approfondire il nostro progetto".

Nessuno pretende che il Venezuela diventi un modello, o che il suo presidente socialista e un pò populista debba piacere, però ciò che è veramente squallido per parlare di stampa italiana (e occidentale più in generale) è la faziosità e la totale mancanza di professionalità quando si tratta di analizzare paesi come il Venezuela, la Bolivia, Cuba (con l'ormai ventennale campagna stampa soprattutto di Repubblica e Corriere contro l'isola caraibica qualunque cosa accada).

Questo atteggiamento dell'informazione non fa altro che dare buona luce alla figura di questi paesi, palese com'è che chi lancia il sasso dell'accusa di mancanza di libertà sia il primo a farne pratica lavorativa quotidiana. Il giornalista, blogger e docente G.Carotenuto riassume le elezioni venezuelane in maniera esemplare:

A 48 ore dalle elezioni amministrative venezuelane, conclusesi con l’ennesima dimostrazione che la Costituzione bolivariana in 10 anni ha garantito l’inclusione nei processi elettorali di milioni di persone prima di allora completamente escluse, e con un sostanziale mantenimento di posizioni (ovvero un trionfo in tempo di crisi economica) del governo chi fa la peggior figura è come sempre la stampa internazionale.

A quando in Italia un dibattito serio sull'America Latina scevro da ideologie e da un'informazione mercenaria?

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