Usa: scarcerato John Kiriakou, l'agente CIA che denunciò il waterboarding

Dopo quasi due anni di carcere, torna libero l'ex agente che per primo parlo delle torture della CIA

John C. Kiriakou, il primo agente della CIA ad aver diffuso informazioni riservate sulle pratiche dei servizi segreti statunitensi che rasentavano la tortura, e per questo condannato e imprigionato, è stato rilasciato dopo quasi due anni di carcere in una prigione federale in Pennsylvania. Kiriakou, 50 anni, dovrà restare per tre mesi agli arresti domiciliari nella casa di famiglia ad Arlington, in Virginia, prima di poter ritornare un uomo libero a tutti gli effetti.

È stato Kiriakou, nel 2007, a scoprire il vaso di Pandora delle tecniche di tortura usate dalla CIA e dalle altre agenzie di security statunitense negli interrogatori dei terroristi o presunti tali, e in particolar modo il waterboarding, la tecnica che consiste nel simulare l'annegamento dell'interrogato coprendogli il viso con un panno e sommergendolo d'acqua, dandogli quindi la sensazione di annegare e impedendogli sostanzialmente di respirare.

Kiriakou ha lavorato nella CIA dal 1990 al 2004 come analista e agente dell'antiterrorismo, nel 2001, dopo gli attentati dell'11 settembre, è stato agente sul campo in Pakistan e ha partecipato alla cattura di Abu Zubaydah, uno dei principali collaboratori di Osama Bin Laden. Nel 2004 lascia la CIA per lavorare come consulente nel campo dell'intelligence e in seguito diventa analista per ABC News e consigliere dell'attuale Segretario di Stato americano John Kerry.

Nel 2007 rilascia ad ABC News un'intervista riguardo la cattura di Abu Zubaydah, e racconta che il terrorista era stato sottoposto a waterboarding, anche se lui personalmente non aveva mai assistito all'evento (nel 2009 si sarebbe poi scoperto che Abu Zubaydah era stato sottoposto al trattamento 83 volte, peraltro senza ottenere informazioni utili). In quell'occasione disse senza mezzi termini che riteneva quel metodo equivalente alla tortura. Le sue rivelazioni anticiparono sostanzialmente il Datagate, e non a caso nel 2013 Kiriakou si rivolse direttamente a Snowden dandogli consigli per evitare le trappole dell'intelligence.

Kiriakou venne quindi accusato di aver diffuso informazioni riservati e nel 2012 si arrivò al processo, in cui l'ex agente venne accusato anche di altri reati, come quello di aver fatto saltare la copertura di un altro agente CIA e di aver mentito all'agenzia. Kiriakou inizialmente si dichiarò non colpevole per tutte le accuse, e in un secondo momento si dichiarò colpevole per una singola violazione del'Intelligence Identity Protection Act e venne condannato a 30 mesi di carcere. Appena scarcerato, Kiriakou ha detto che "rifarebbe tutto".

Sono attualmente otto i funzionari o ex funzionari governativi perseguiti dall'amministrazione Obama per aver rivelato segreti alla stampa. Di questi, solo tre erano stati perseguiti anche dalle precedenti amministrazioni, a testimonianza di come Obama abbia usato il pugno duro contro la diffusione di informazioni riservate.

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