Grecia, Eurogruppo: Juncker: "Siamo molto lontani da un accordo"

Juncker raffredda gli entusiasmi di Atene. Il prossimo incontro dell'Eurogruppo avrà luogo il 16 febbraio


13 febbraio - Dopo la timida apertura della Cancelliera tedesca, Angela Merkel, a gelare il governo è ancora una volta il Presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker. In un'intervista a France 24, il politico lussemburghese ha dichiarato: "Siamo lontani da un accordo, molto lontani da ciò che potrebbe essere chiamato un compromesso politico".

Solo ieri la Merkel, di ritorno da Minsk, aveva affermato che la Ue e la Germania erano "pronte ad un compromesso nel rispetto delle regole". Parole, queste, accolte positivamente dal premier ellenico, Alexis Tsipras, che aveva commentato: "il clima non è quello del ricatto ma del rispetto e della comprensione".Tali prese di posizione hanno indotto la stampa internazionale a parlare di passo in avanti in seno all'Eurogruppo.

Ora l'attenzione è tutta puntata sulla giornata di lunedì 16 febbraio, quando avrà luogo un nuovo vertice, decisivo per comprendere il destino della svolta annunciata da Atene.

Eurogruppo: nulla di fatto tra Grecia e Ue, tentazione russa per Tsipras


12 febbraio

- Nulla di fatto, nessun accordo trovato ed Eurogruppo rinviato a lunedì nella speranza che il vertice di oggi dei capi di stato e governo della Ue trovi una soluzione al rebus sempre più intricato e che potrebbe avere come unico sbocco l'uscita della Grecia dall'euro, antica paura che sembrava superata ma che è tornata a riaffacciarsi.

La speranza è quindi che siano i vertici dei vari stati a trovare un modo per dialogare con Tsipras, che fino a oggi non è tornato indietro sulla sua richiesta di rinnegare l'austerity e la troika e di ottenere un prestito ponte che permetta alla Grecia di avere sei mesi di tempo per attuare le sue riforme. È stato il presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem a far sapere che la soluzione è ancora lontana.

Un po' più ottimista Padoan: "E' stata una discussione fruttuosa. A tratti un pochino troppo franca nei toni, ma sono ottimista. Proseguiamo la conversazione lunedì". Per qualche momento era sembrato un primo accordo preliminare potesse vedere la luce sotto le tre parole d'ordine di "estendere, emendare e completare" il programma di aiuti. Ci si è però incagliati sulla parola "estendere" e così, niente di fatto.

Eurogruppo: la Russia tende una mano alla Grecia

Ore 18:45 - Il niet della Germania arriva dalle parole del ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble che ha così esordito all'Eurogruppo: "Ognuno è libero di fare quello che vuole, ma un programma esiste e o viene portato a compimento o non abbiamo più un programma". Continuando: "Non mi aspetto risultati oggi, è l'inizio di un processo, dipende da cosa ci diranno, un programma c'è ed è già stato esteso".

Se fosse una partita di Risiko, sarebbe una di quelle "mani" interessanti. Tuttavia, non è di guerra che si parla, ma di allontanamenti e di probabili alleanze che nascono come sostegno finanziario ma non si sa come vanno a finire.

La location è Bruxelles, in particolare il vertice dell'Eurogruppo di oggi. In agenda c'è la richiesta della Grecia, nei panni di Alexis Tsipras, di ottenere quella stessa fiducia ottenuta in Parlamento  - stamattina, con 162 voti - anche sul piano economico e finanziario. La richiesta è di un prestito ponte di 6 mesi, per prendere tempo, per rimandare il pagamento ed evitare di dichiarare la bancarotta.

Proposta bocciata dalla Germania già ieri, con il secco no del ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schaeuble che ha dichiarato "un errore" concedere 6 mesi di tempo alla Grecia.
Punti di vista troppo lontani tra Berlino e Atene, che si rivedranno domani nel summit con i capi di Stato e poi con una nuova riunione lunedì 16 febbraio con i responsabili delle Finanze. D'altronde il  portavoce tedesco Martin Jaeger aveva così commentato l'incontro di oggi: "Cerchiamo una soluzione ma non ci dobbiamo aspettare di arrivarci oggi".

Angela Merkel e Wolfgang Schauble

Se la Germania non tende la mano, c'è però chi invece si allea dalla parte del neo governo ellenico. E' un altro Stato che per altri motivi si trova con le spalle al muro dalla UE. E' la Russia: già un paio di settimane fa Mosca aveva espresso la propria disponibilità a dare un aiuto economico alla Grecia qualora ne l'avesse richiesto e oggi lo conferma attraverso le parole del ministro degli esteri russo Serghiei Lavrov.  La Russia “prenderà in considerazione” la possibilità di concedere “aiuti finanziari alla Grecia se tale richiesta arriverà” da Atene, ha dichiarato il ministro dopo un incontro con il collega greco Nikos Kotzias.

E se il Cremlino interviene in sostegno della Grecia sul piano economico e finanziario, la Grecia per ricambiare il "favore" ha appena  fatto sapere che non sosterrà l'idea di esercitare pressioni sulla Russia attraverso le sanzioni per la crisi ucraina. Una notizia importante, a ridosso del vertice di Minks in cui parteciperanno il presidente russo Vladimir Putin, l'ucraino Petro Poroshenko, il francese Francois Hollande e la cancelliera tedesca, Angela Merkel.
Una bella partita a Risiko, insomma.

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