Riforme, unanimità per l'emendamento Quintarelli: un passo verso l'unità digitale dell'Italia

L'importanza dell'emendamento votato ieri sera all'unanimità dalla Camera dei Deputati. Cosa cambia nella Pubblica Amministrazione.

Ieri sera, mentre gli italiani erano impegnati a guardare il festival di Sanremo, la Camera dei Deputati ha scritto una pagina importante del futuro digitale dell'Italia, approvando all'unanimità l'emendamento 31.26 presentato dall'Onorevole di Scelta Civica Stefano Quintarelli. Si tratta di un emendamento fondamentale che propone addirittura una modifica all'articolo 117, più precisamente il comma r che, una volta terminato l'iter dovrà recitare (in grassetto l'aggiunta prevista dall'emendamento):

Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie: [...] r) pesi, misure e determinazione del tempo; coordinamento informativo statistico e informatico dei dati, dei processi e delle relative infrastrutture e piattaforme informatiche dell'amministrazione statale, regionale e locale; opere dell'ingegno.

Ma ancora più interessante è raccontare il percorso attraverso il quale si è arrivati a questa storica votazione. Durante la seduta aveva preso la parola l'Onorevole Quintarelli che, preso atto del parere negativo del Governo, aveva deciso di ritirare il suo emendamento, così come aveva fatto poco prima l'Onorevole Coppola. Queste le sue parole nel resoconto stenografico dell'assemblea di ieri:

Per la prima volta prendo la parola in quest'Aula per fare un gesto che dimostra concretamente il mio sostegno al Governo ritirando il mio emendamento. Purtroppo, non sono stato capace, nelle ultime settimane, di spiegarne l'utilità e di convincere dell'importanza, sia di questo, tanto della sua riformulazione semplificata, ovvero l'emendamento 31.708, già ritirato dal collega Coppola. [...] Oggi, nel secolo della rete, limitare il coordinamento informatico ai soli dati è come accordarsi su dimensione del pallone e del campo, ma non su come funzionano rimessa laterale e fuorigioco.
Sono convinto che, in un'epoca in cui Internet rende il mondo un punto, rinunciare al coordinamento informatico equivalga a rinunciare a una leva importante per l'efficacia della macchina amministrativa, anche in termini di riduzione di duplicazioni, sprechi e inefficienze, a beneficio di cittadini e imprese. [...] sono fiducioso che vi possano essere nel prossimo futuro altre occasioni per provvedimenti che vadano nella stessa direzione.

A questo punto però accade quello che nessuno aveva previsto. L'Onorevole Palmieri di Forza Italia annuncia che fa suo l'emendamento e lo difende, definisce Quintarelli uno dei "padri della rete italiana". A Forza Italia si accodano un po' tutti, da SEL al Movimento 5 Stele fino ad arrivare addirittura alla Lega. A questo punto il passo decisivo arriva dal Ministro Maria Elena Boschi che, incalzata dalle richieste di chiarimenti che pervengono nei vari interventi in aula, di fatto certifica il passo indietro del Governo sottolineando a sua volta l'importanza dell'emendamento proposto dal deputato di Scelta Civica:

Nell'esprimere il parere favorevole del Governo sull'emendamento, vorrei ringraziare sinceramente l'onorevole Quintarelli non soltanto per l'impegno che ha profuso in tutte le fasi precedenti alla discussione in Aula, per potere sostenere e in qualche modo spiegare il proprio emendamento, unitamente ad altri colleghi dell'intergruppo che si occupa di innovazione e, specificatamente, anche dell'onorevole Coppola, che più volte ha sostenuto questo emendamento e altri emendamenti similari, nonché i vari componenti dell'intergruppo di innovazione e, quindi, anche dei gruppi di opposizione che hanno lavorato su questi temi.
Il ringraziamento all'onorevole Quintarelli è sottolineato anche dall'atteggiamento che ha avuto in Aula con la sua disponibilità, nell'ottica di un lavoro a sostegno appunto della maggioranza e del Governo, con la sua disponibilità a ritirare l'emendamento nonostante l'attenzione per il tema.

Tra gli applausi dell'emiciclo si va quindi al voto e il risultato è un vero e proprio plebiscito: 364 voti favorevoli su altrettanti votanti, l'unanimità. Lo stesso Quintarelli commenta emozionato quanto accaduto pubblicando una foto su Twitter, mentre molte delle firme della rete mostrano soddisfazione per quelli che molti considerano un cambiamento all'apparenza piccolo ma epocale per la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione.

Emendamento Quintarelli - Perché è così importante?

È importante a questo punto spiegare perché la votazione di ieri sera, poco considerata dai media mainstream, sia in realtà molto importante per il nostro paese. Il comma r dell'articolo 117 della Costituzione assegnava allo stato la competenza sui soli dati delle PA, un articolo nato in un'epoca in cui non esisteva internet e i dati venivano scambiati attraverso "stampe, nastri e dischi", come ha spiegato lo stesso Quintarelli nel suo intervento. Alle regioni spetta invece la competenza su come questi dati vengono trattati, questo ha portato negli anni ad una totale frammentazione delle piattaforme, dei formati, dei software. Uno spreco in termini economici, ma anche in termini di efficienza della macchina burocratica a causa della scarsa interoperabilità, sarebbe più corretto di quasi totale assenza.

Con l'emendamento Quintarelli lo stato dovrà occuparsi anche del coordinamento "dei processi e delle relative infrastrutture e piattaforme informatiche". In pratica tutte le regioni dovranno seguire le direttive decise a livello centrale, spariranno tutti quei soggetti che oggi sviluppano decine di piattaforme diverse che alla fine hanno lo stesso obbiettivo: la gestione della Pubblica Amministrazione. Stiamo parlando degli strumenti con cui si gestisce, a titolo di esempio, l'anagrafe, il bollo auto, i fascicoli sanitari, tutto il sistema informatico relativo al mondo dell'occupazione e della formazione professionale.

Affinché l'emendamento vada a modificare la Costituzione servono ancora alcuni passaggi, ma il plebiscito di ieri sera lascia intravedere una strada in discesa. Ci si potrebbe aspettare una sorta di controffensiva delle regioni e degli enti locali, ma se anche la Lega Nord, sempre favorevole alla regionalizzazione e contraria alla centralizzazione, ha deciso di sostenere Quintarelli allora è il segno che forse l'Italia è pronta a intraprendere il percorso, tortuoso ma inevitabile, che porta all'unità digitale del paese.

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