"L'Islam fondamentalista vuole ucciderci tutti". Intervista con Pier Gianni Prosperini. Parte prima

Pier Gianni Prosperini, assessore a Giovani e Turismo della Regione Lombardia, ma soprattutto delegato alla sicurezza, ci riceve negli uffici della Regione con fare sornione e grande affabilità. In precedenza piccolo intoppo all'ingresso del palazzo, dove ci viene richiesta la tessera sanitaria regionale, della quale il sottoscritto comprende improvvisamente l'utilità senza poter negare di averla abbandonata in un tristo cassetto di casa propria. L'usciere, una simpatica signorina, fortunatamente mostra comprensione verso il vostro cronista, lasciandolo salire.

Di lì a poco l'incontro col vulcanico assessore, del quale ricordiamo un numero incredibile di citazioni, per le quali vi rimando al sito prosperini.tv nonché al nostro articolo sul convegno per la sicurezza alla Festa delle Libertà.

Assessore, affrontiamo subito il tema a lei più caro. Ritiene che la posizione molto decisa assunta dal governo su questi temi abbia portato a un miglioramento nella sicurezza percepita dai cittadini, o si è trattato di una semplice dichiarazione di intenti? In quest'ultimo caso, possiamo dire che almeno a Milano e in Lombardia qualcosa si è mosso, con particolare riferimento ai campi nomadi abusivi e all'immigrazione irregolare?

Secondo me il punto è dare più poteri alle regioni, perché ogni regione ha la sua sicurezza. Roma come sempre pianifica grandi progetti e partorisce indicazioni d'ordine generale, ma la sicurezza in Lombardia è diversa dalla sicurezza in Sicilia, in Calabria o in Campania. Da quelle parti il problema dell'immigrazione non esiste perché gli immigrati lì sì che sono tenuti come schiavi nel ghetto. Lì sì che le ragazze possono camminare per strada senza che nessuno gli dica niente. Qui è tutto diverso. Qui l'immigrazione criminale ha preso il posto di una criminalità che non c'è mai stata nel vero senso della parola. In altre parole qui secondo me siamo ai confini della guerra civile.

La politica non è certo priva di responsabilità per quanto sta accadendo...

La sinistra indecente e indisponente di questo paese ha favorito un'immigrazione soprattutto di marca islamica che vuole trafiggere il cuore del nostro popolo; perché, diciamolo chiaro, l'Islam fondamentalista vuole ucciderci tutti. Gli islamici non sono bravi, non sono buoni. Sono semplicemente islamici e la loro politica segue il dettato del loro Gran Muftì: "Con le vostre leggi vi conquisteremo. Con le vostre leggi vi distruggeremo." I giornali, soprattutto quelli di sinistra, tacciono la cosa e sbagliano. Sarà guerra. Abbiamo visto padri di famiglia trasformarsi in killer, e donne anche anziane trasformarsi in belve assetate di sangue. Ma quale integrazione? Che cosa vogliamo integrare, gli zingari? Ma quando mai?

Non c'è un Islam moderato con il quale dialogare, e magari tramite i suoi esponenti arrivare a limitare le posizioni più estreme?

Ma sì che esiste. Un ottimo esempio è l'imam Yahya Pallavicini (che dalle ultime notizie potrebbe ricevere l'Ambrogino d'Oro, NdR), ma sono tutti sotto sequestro conservativo. Se parlano li sgozzano. E il bello è che sarebbero loro il vero Islam ortodosso, che è moderato e prevede l'ubbidienza alle leggi del paese ospitante.

Ma come siamo arrivati a questo punto?

Siamo il ventre molle d'Europa. Tutti gli imam pazzi sono arrivati da noi. Questa gente persino a casa propria finisce in galera, mentre da noi ha trovato spazio, come nel caso della moschea di viale Jenner (a Milano, NdR) che fungeva da centro di reclutamento terroristico e vendeva addirittura le videocassette sul tema. Le faccio un esempio pratico. Forse ricorderà il caso dell'idraulico che è stato chiamato da una famiglia islamica perfettamente integrata da anni, assolutamente al di sopra di ogni sospetto. Quando è arrivato c'era solo la moglie, che lo ha fatto comunque entrare. Lui ha fatto il suo sopralluogo, ma al momento di andarsene è arrivato il marito che l'ha gonfiato di botte. È vero che non ci sono più gli idraulici di una volta, che lo avrebbero fatto a pezzi, altro che farsi pestare, ma così è andata. A quel punto lui l'ha denunciato e il giudice sa cos'ha deliberato? Che aveva ragione il marito perché nella cultura islamica è accettabile pestare il primo malcapitato che si trova in casa. Ah bene, allora sa che le dico? Io mi faccio thug ed esigo di fare il mio strangolamento rituale perché fa parte della mia cultura; datemi torto!

Quasi un caso di razzismo al contrario...

Proprio così. E poi dall'Europa ci criticano, come nel caso delle ministre spagnole, salvo darci ragione quando il problema arriva da loro. Proprio laggiù, dove stanno realizzando, dicono, un progetto di cooperazione per rimandarli a casa... ma quale progetto, li stanno rideportando, altro che storie! Ciò mi ricorda il caso dei due gay che praticavano il coito anale davanti al Colosseo. Quando sono stati giustamente fermati, Grillini è saltato su a gridare al provvedimento omofobo... ma quale omofobo, se fossero stati un uomo e una donna sarebbero stati fermati lo stesso, evidentemente. La cosa non si può fare e basta. In parole povere, se sei italiano ti possono massacrare, se sei islamico o strano o diverso o quel che te vöret (quello che ti pare, NdR) no. Una sorta di cultura del diverso rovesciata.

[1] continua...

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