Social Card e dintorni: l'ennesima occasione sprecata

Si fa un gran parlare in questi giorni della "social card", feticcio del ministro Tremonti e centro delle strategie del governo per dare sollievo ai cittadini alle prese con la crisi economica. Secondo molti osservatori tuttavia le misure previste dal Consiglio dei Ministri sono totalmente insufficienti rispetto alla portata della crisi dei salari in atto e all'obiettivo di rilanciare la crescita economica.

Non solo: si tratta anche di una grande occasione sprecata. Il nostro sistema di ammortizzatori sociali ha infatti, come non si stanca di ripetere Tito Boeri, urgente bisogno di un ammodernamento, in quanto quello attuale è frammentato in una miriade di schemi di sostegno diversi e all'origine di profonde ingiustizie.

Gli interventi del governo Berlusconi non fanno che confermare, pavidamente, tutte queste linee di disuguaglianze: si sostengono con la social card i pensionati, ma non le persone che, con qualche anno di meno, si trovano nelle stesse condizioni economiche. Le famiglie con figli piccoli, ma non chi dovrebbe essere messo in condizione di poter procreare (i giovani).

E ancora: si potenzia la cassa integrazione, assurdo sistema italiano che sostiene prevalentemente i dipendenti delle grandi imprese, e comunque chi ha un contratto a tempo indeterminato, rispetto ad esempio ai precari. Per questi ultimi, che saranno i più colpiti dalla crisi, è previsto solo un aiuto una tantum.

Sarebbe invece il momento di provvedimenti profondi, che possano rendere il sistema di welfare italiano non solo più giusto ed europeo, ma anche meno contorto e frammentato del magma di provvedimenti d'urgenza e ad hoc attuale, cui il governo Berlusconi sta invece contribuendo alla grande.

Storicamente infatti i momenti di crisi del capitalismo sono stati spesso anche quelli di avanzamento del welfare state, di invenzione di nuovi strumenti che sono poi durati per decenni. In Italia sembra mancare il coraggio politico per fare grandi scelte di fondo, e non solo operazioni di facciata. Se non bastano neanche i 100 seggi di maggioranza dell'alleanza di governo per ritrovarlo, allora forse si tratta proprio di un problema congenito dei politici italiani.

Foto: richard winchell, Flickr.

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