No Tav, corteo a Torino per ribadire il no all’opera

A tre giorni dalla firma del protocollo addizionale all'accordo firmato nel 2012 fra Italia e Francia il centro torinese è stato invaso dalla protesta No Tav

Come quasi ogni inverno, anche quest’oggi un corteo No Tav è sfilato pacificamente nelle vie del centro di Torino: quindicimila persone secondo gli organizzatori, quattromila per la questura, una bella “forbice” non c’è che dire. La camminata di protesta è partita da piazza Statuto con in testa i sindaci valsusini. Qualche lancio di uova alla caserma Cernaia e qualche imbrattamento (biasimati dagli stessi manifestanti), ma nessuno scontro.

Sono passati quasi dieci anni dalla prima grande manifestazione No Tav del dicembre 2005 e il movimento dal basso che si oppone all’opera è ancora lì, con la caparbietà tipica dei “bogianen” piemontesi.

Era in arrivo da Milano un treno con a bordo gruppi antagonisti che è stato fermato a Porta Susa per poi ripartire per Porta Nuova a corteo concluso. Il blocco ha comportato ritardi fino a 120 minuti.

I sindaci della Valsusa hanno approvato uno schema di delibera che chiede di spostare su altre voci i fondi per la Torino-Lione: il documento Salviamo il territorio sarà una sorta di manifesto di tutte le amministrazioni che si battono contro le grandi opere, di associazioni, movimenti, sindacati e partiti che chiedono di investire i soldi Tav per altre priorità, soprattutto sociali.

Sandro Plano, sindaco del Pd di Susa non allineato al Pd regionale, da anni primo sostenitore politico dell’opera, ha spiegato quella che è la linea degli amministratori locali della Valsusa: “Noi poniamo un problema politico sulle priorità delle scelte fatte dal governo. Problemi che non riguardano solo la valle ma tutt’Italia”.

Il corteo si è svolto all’indomani dell’approvazione da parte del Cipe del progetto definitivo e a tre giorni dal summit parigino dove Italia e Francia firmeranno il protocollo addizionale all'accordo firmato nel 2012. Durante il corteo, conclusosi in piazza Castello, anche gli attivisti di Anonymus hanno voluto “partecipare” alla manifestazione oscurando il sito internet del tribunale di Torino, quello del ministero dello Sviluppo economico e quello del senatore del Pd Stefano Esposito, fra i più accaniti sostenitori politici dell’opera.

Presenti al corteo anche Rifondazione Comunista, Sel, Fiom, la Cub e altri sindacati di base, Legambiente e il Movimento 5 Stelle.

Alberto Perino non ha mancato di sottolineare il proprio disappunto per il treno bloccato a Porta Susa e ha ribadito la fermezza della protesta No Tav:

Non è giusto, è una vigliaccata. Hanno fermato un treno a Novara con la scusa che qualcuno non aveva pagato il biglietto. Hanno bloccato i sostenitori che arrivavano da Milano e Brescia. Questa marcia è la miglior risposta alla magistratura che pensa di fermarci. Noi non siamo solo ottimisti, come chiede Renzi. Noi siamo sicuri: il Tav non si farà. E noi resistiamo: il cantiere è sempre in Val Clarea ed è lì che bisogna andare.

4 attivisti No Tav arrestati per terrorismo

Via | Repubblica

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