Scuola: ministro Giannini contestata a incontro Pd a Roma

Il ministro Stefania Giannini illustra la riforma della scuola all'evento di Roma, "La scuola cambia, cambia l'Italia", e viene contestata da un'insegnante.

Contestazioni a Stefania Giannini, ministro dell'Istruzione, che ha partecipato a un incontro sulla scuola, organizzato dal Pd a Roma. Mentre parlava, un'insegnante presente tra il pubblico ha urlato: "No alle classi pollaio. Abrogate la riforma Gelmini". La rappresentante del governo aveva appena spiegato il progetto educativo dell'esecutivo,a riforma della scuola: "Ha come cardine un piano di assunzioni straordinario e la previsione di tornare ad assumere soltanto tramite concorso pubblico".

E ancora: "Basta con la babele di graduatorie che sembravano accontentate tutti, ma non accontentavano nessuno". "La scuola cambia, cambia l'Italia" è stato organizzato anche per festeggiare il prio anno del governo Matteo Renzi, presente all'incontro. Giannini, dal palco, ha detto poi: "Ci siamo rassegnati per troppo tempo alla babele di graduatorie. Lo stesso è successo per la carriera degli insegnanti che, da sogno impossibile, ora sta per diventare realtà praticabile".

Anche l'abolizione del precariato nella scuola è un obiettivo della riforma per il ministro:

"Vogliamo tornare alla normalità, con la fine del precariato scolastico. Con il decreto 'la buona scuola', vogliamo portare la scuola dal '900 al terzo millennio. A giorni, un decreto legislativo darà corpo a un lavoro intensissimo. Vogliamo dare un nuovo progetto educativo all'Italia per una scuola migliore".

Il merito nel mondo dell'insegnamento:

"Fino a sei mesi fa, la reazione di fronte a qualsiasi proposta di valorizzazione del merito per i docenti era un 'No'. Ora abbiamo abbattuto un paradigma che sembrava inamovibile. A luglio, le scuole presenteranno un rapporto di autovalutazione. E il fatto che l'anzianità non scomparirà del tutto, nel decreto, non significa che abbiamo rinunciato a misurare e a premiare il merito. Il nostro obiettivo è ridare dignità e un ruolo sociale agli insegnanti. La piaga del precariato a qualcuno ha fatto comodo: nel 2014, abbiamo speso 866 milioni di euro per coprire le supplenze annuali. E c'è stato anche un costo sociale".

Il governo prevede anche il potenziamento di alcuni insegnamenti, come Lettere, Matematica, Arte, Musica e Lingue Straniere. Molta attenzione alla scuola digitale e al sostegno.

Stefania Giannini

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