PD fuori dal Pse o fuori dal mondo?

La barca del Pd fa acqua da tutte le parti. I nodi stanno venendo al pettine e tutto può accadere anche nell’attesa riunione della Direzione del 19 dicembre.

Riemerge il limite di fondo della fusione “a freddo” tra due componenti politiche che i fatti dimostrano essere inconciliabili.

La questione della collocazione europea del partito democratico non è un optional. Tanti militanti e dirigenti autorevoli (ultima in ordine di apparizione la presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso) contrastano apertamente la scelta di Veltroni di non firmare il manifesto di Madrid del Pse.

La doppiezza di Veltroni e Franceschini ha oramai le gambe corte. Si arriva al grottesco, tanto che Piero Fassino è “costretto” a firmare a Madrid come ex segretario dei Ds.

Siamo al tragicomico. Molti post comunisti ex Pci non se la sentono di rinunciare anche all’appartenenza al socialismo europeo. Sull’altro versante, molti postdemocristiani preferiscono l’inferno piuttosto che … morire socialisti.

Veltroni non vede e non sente. Né gli anatemi “democristiani” di Rutelli, né le manovre, oramai scoperte, di D’Alema.

Di questo passo, il redde rationem giungerà prima dell’annunciato congresso dell’autunno 2009. Povero Veltroni. Povero Pd. Povera Italia.

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