Piemonte, Chiamparino: "Chiarezza dal Tar o si torna a votare"

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Sergio Chiamparino è tornato sulla questione delle presunte firme false a suo sostegno, raccolte nella campagna elettorale del 2014. Il Presidente della Regione Piemonte, ieri, è intervenuto durante la direzione regionale del Pd e ha dichiarato che se non sarà fatta chiarezza sulla vicenda è pronto ad andare a nuove elezioni: "Se il 9 luglio, o intorno a quella data, non ci sarà una sentenza chiara e inequivocabile, sono pronto a restituire la parola agli elettori", ha detto ai suoi colleghi di partito.

L'ex sindaco di Torino ci ha tenuto anche a precisare che, in un primo momento, avrebbe agito di impulso, rimettendo subito il mandato. Ma poi sarebbe subentrato un ragionamento più razionale, rispettoso del suo ruolo e delle istituzioni: "Abbiamo provvedimenti in corso e agire anticipando la magistratura sembrerebbe più un atto di stizza personale che una assunzione di responsabilità politica".

I giudici hanno stabilito che la prossima udienza avrà luogo il 9 luglio. In questo modo, hanno subordinato i lavori all'inchiesta penale della Procura, nella quale risultano 10 indagati. Ricordiamo che il caso è nato da un ricorso presentato dalla ex consigliera provinciale leghista, Patrizia Borgarello. Nel ricorso, si chiedeva di annullare la proclamazione degli eletti della lista Chiamparino Presidente e delle liste provinciali del Pd e di Chiamparino Piemonte a Cuneo e Torino.

Il Presidente del Piemonte si gioca la reputazione su questa questione, anche perché le elezioni del maggio scorso, che lo hanno visto vincitore, sono state celebrate dopo che il Tar aveva annullato, sempre per firme false, la tornata elettorale del 2010. In quel caso la presentazione della lista Pensionati per Cota è stata dichiarata viziata da una "nullità insanabile" .

D'altro canto, fu lo stesso Chiamparino ad impostare la campagna elettorale del 2014 sull'esigenza di una moralizzazione della politica. A tale riguardo, evidenziamo come in occasione della presentazione della sua candifatura ebbe modo di dichiarare: "Il Piemonte è caduto sotto l'illegalità delle firme false, ma ancora prima sotto il disonore delle mutande verdi. L'obiettivo della prossima legislatura è ridare l'orgoglio ai piemontesi".

Roberto Cota ha preso la palla al balzo e chiede a Chiamparino di fare lo stesso passo indietro che scelse di fare lui. Per questo motivo, il Carroccio ha annunciato una manifestazione di tutto il centrodestra il prossimo 28 marzo: #Chiamparinoacasa.

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