Terrorismo, Italia a rischio attentati: spunta un manifesto di propaganda in italiano

Il nostro Paese è ricco di luoghi simbolici e quest’anno sarà al centro dei riflettori per l’evento milanese

1° marzo 2015 - Il ministro degli esteri Paolo Gentiloni ha incontrato il suo omologo iraniano Mohamed Javad Zarid a Teheran per parlare di Is e Libia, del dossier sul nucleare e dei rapporti fra i due Paesi. Sullo Stato Islamico

le autorità iraniane hanno delineato un quadro allarmante, per l'estensione a diverse aree di crisi, dalla Libia all'Afghanistan, ma che ha il suo cuore nelle vicende il Siria e in Iraq,

ha detto il ministro italiano sottolineando “un interesse comune nella lotta all'estremismo, al terrorismo e in particolare alla minaccia del Daesh”.

28 febbraio 2015 - Un documento che circola da tempo in rete sta avendo parecchio risalto in queste ore sulla stampa italiana, poche ore dopo l’allarme lanciato dai servizi segreti italiani. Si tratta di un documento di propaganda dello Stato Islamico, in giro almeno dal 3 dicembre scorso, interamente scritto in Italiano dal titolo Lo Stato Islamico, una realtà che ti vorrebbe comunicare.

64 pagine che tentano di promuovere lo Stato Islamico attraverso interviste, approfondimenti e notizie di parte. Queste le premesse:

ho deciso di scrivere questo testo per cercare di presentare in modo riassuntivo una realtà di cui si parla molto: lo Stato Islamico, qualcosa che tutti conoscono tramite i media accusatori, ma non tramite i media degli accusati (quelli dello Stato Islamico appunto). In questo testo ho riportato alcune parti delle riviste ufficiali dello Stato Islamico aggiungendo foto dei servizi da loro offerti ai cittadini, ampliando il tutto con alcune informazioni che ho raccolto comunicando con i Mujahidin stessi ed alcuni cittadini.

Pura propaganda messa insieme da un misterioso Mehdi. Il documento non contiene minacce al nostro Paese, ma dal suo contenuto appare evidente che sia stato messo insieme per cercare sostenitori e simpatizzanti.

Al momento non è chiaro se le autorità fossero già a conoscenza di questo documento né se stiano approfondendo la questione, cercando di accertarne la provenienza e la veridicità.

Terrorismo, Italia a rischio attentati: massima allerta per Expo 2015

L’Italia è un obiettivo prioritario del terrorismo jihadista. A dirlo non sono solamente i video pubblicati su Youtube e la macchina della propaganda che periodicamente cita Roma che obiettivo dell’espansione del Califfato nel Vecchio Continente, a dirlo è una relazione presentata in Parlamento con la quale i servizi segreti sottolineano come in Italia e in Europa vi sia un crescente rischio di attacchi terroristici a opera di varie sigle terroristiche. Non c’è soltanto lo Stato Islamico, insomma, molte cellule “dormienti” potrebbero essere risvegliate e procedere per emulazione. Molte donne (mogli, famigliari, compagne o amiche) potrebbero essere spinte a farsi strumenti di azioni terroristiche perché “attratte dall’eroismo dei propri cari, specie se martiri”.

Insomma secondo la Relazione sulla politica dell’informazione per la sicurezza pubblicata quest’oggi non sono più soltanto i foriegn fighters a preoccupare l’intelligence, ma una serie più ampia di “attori esterni o interni ai Paesi bersaglio”. Questi attori sono più eterogenei di quanto non lo fossero in passato: possono essere

emissari addestrati e inviati dall'Isis o da altri gruppi, compresi quelli che fanno tuttora riferimento ad Al Qaeda, cellule dormienti, foreign fighters di rientro o 'pendolari' dal fronte (commuters), familiari o amici di combattenti (donne incluse) attratti dall'eroismo dei propri cari, specie se martiri, lupi solitari e microgruppi che decidano di attivarsi autonomamente (self starters).

La propaganda attraverso i social network che si tenta di circoscrivere agisce come vero e proprio “innesco” per questi ultimi, ecco perché la maggior parte degli organi di informazione ha tacitamente deciso di oscurare le immagini più cruente della propaganda jihadista.

Nel rapporto si spiega che non sono emerse progettualità ostili riconducibili allo Stato Islamico e a formazioni collegate al jihadismo globale. Ciò non toglie che l’Italia resti comunque un “potenziale obiettivo di attacchi pure per la sua valenza simbolica di epicentro della cristianità”. Un ruolo centrale che, come viene ricordato nella relazione, è stato sottolineato “dai reiterati richiami alla conquista di Roma presenti nella propaganda jihadista”.

Nella relazione si parala di una nuova generazione di jihadisti formata da giovani con ottime competenze informatiche, ma una scarsa conoscenza della dottrina. La crisi economica e le condizioni sempre più precarie delle giovani generazioni di immigrati hanno creato un contesto sempre più "permeabile all’attività di proselitismo e reclutamento dei mujaheddin".

Nella relazione viene sottolineato come potenziale obiettivo l’Expo 2015 che comincerà il 1° maggio per concludersi il 31 ottobre. L’attenzione dei servizi segreti resta altra poiché sulla zona fieristica di Milano convergeranno turisti da tutto il mondo e importanti personalità. L’area antagonista è già al lavoro in vista della giornata inaugurale, ma è chiaro che un periodo di sei mesi che vedrà i riflettori di tutto il mondo puntati su Rho Fiera sarà un importante prova per i nostri servizi segreti.

Gli altri due capitoli della relazione sono dedicati alle minacce rappresentate dall’eversione e dai flussi migratori e a quelle provenienti dal cyberspazio.

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