Omicidio Boris Nemtsov: il rapporto sulla crisi Russia-Ucraina sarà pubblicato ad aprile

Arrestate altre tre persone di origine cecena, sono sospettati di aver avuto un ruolo nell'omicidio del politico russo. Uno di loro avrebbe confessato sotto tortura.

14 marzo 2015 - Nuovi particolari continuano ad emergere giorno dopo giorno sull’omicidio di Boris Nemtsov, assassinato a due passi dal Cremlino lo scorso 27 febbraio. Oggi la BBC rivela che il politico russo, uno dei leader dell’opposizione, avrebbe rilasciato a breve un rapporto sul ruolo della Russia nel conflitto in Ucraina.

I suoi colleghi continuano a sostenere che Nemtsov sia stato ucciso proprio per le palesi critiche nei confronti del Cremlino e di Vladimir Putin. Le forze dell’ordine russe stanno ancora indagando sulla vicenda, probabilmente torchiando le persone già arrestate in relazione al delitto, ma nel frattempo i colleghi di Nemtsov hanno annunciato l’intenzione di completare il lavoro iniziato dal politico.

Ilya Yashin, una delle figure chiave del Partito Repubblicano Russo (RPR-PARNAS), ha spiegato alla stampa di aver già messo in piedi un team che si occuperò proprio di far vedere la luce a quel documento. La maggior parte del lavoro è già stato recuperato, molto altro si troverebbe però nei computer e tra i documenti sequestrati dalle autorità subito dopo l’omicidio.

Il rapporto, o almeno quel che ne resta, sarà reso pubblico ad aprile.

Omicidio Boris Nemtsov: Zaur Dadayev avrebbe confessato sotto tortura

11 marzo 2015 - Un membro del Consiglio per i Diritti Umani russo ha rivelato alla stampa che la confessione di uno dei due presunti assassini di Boris Nemtsov, Zaur Dadayev, sarebbe stata estorta con la forza. Andrei Babushkin ha fatto visita al detenuto e constatato la presenza di numerose ferite sul suo corpo, la prova che sarebbe stato picchiato durante l’interrogatorio.

A questo si è aggiunto il racconto dello stesso Dadayev, che a Babushkin avrebbe rivelato di esser stato tenuto legato e con un sacchetto in testa per due interi giorni e di aver confessato solo dopo la promessa che un suo amico, arrestato insieme a lui, sarebbe stato rilasciato.

Ci sono ragioni per credere che Zaur Dadayev abbia confessato sotto tortura.

Anche il secondo uomo accusato del delitto di Nemtsov, Shagid Gubashev, sarebbe stato picchiato durante l’interrogatorio. Lui, però, non ha mai fatto alcuna ammissione.

Lunedì 9 marzo,ore 13.20 - Nella giornata di ieri sono stati fermati altri tre sospettati nell'omicidio di Boris Nemtsov. Si tratta di tre cittadini russi di origine cecena, Khamzad Bakhayev, Tamerlan Eskerkhanov (agli arresti fino al prossimo 7 maggio) e Shagid Gubashev (fino all'8 maggio). Salgono così a 8 le persone fermate, queste ultime tre si aggiungono alle prime cinque dei giorni scorsi, lo riporta l'agenzia russa Tass. Confermati anche gli arresti di Zaur Dadayev e Anzor Gubashev, il primo avrebbe confessato di essere l'autore dell'omicidio.

La confessione non convince però il leader ceceno Ramzan Kadyrov che conosce Dadayev e lo descrive come un fervente patriota, che in passato ha dimostrato sul campo la sua fedeltà alla Russia rischiando la vita. Kadyrov nonostante lo scetticismo afferma che comunque è giusto che paghi se verrà accertato il suo coinvolgimento. Secondo gli investigatori ci sarebbero le prove che confermano che a sparare sia stato proprio lui, per questo ne è stato disposto il fermo fino al 28 aprile. Continua a negare invece Anzor Gubashev. Secondo le ultime indiscrezioni Nemtsov sarebbe stato ucciso per alcune dichiarazioni in seguito alla strage a Charlie Hebdo.

Sono scettici anche i compagni di partito di Nemtsov, poco convinti soprattutto dalla pista di matrice islamica. Far passare un omicidio politico come perpetrato per motivazioni religiose fa comodo solo al Cremlino che così negherebbe il coinvolgimento di ufficiali russi nella morte di quello che era uno dei principali oppositori di Vladimir Putin.

Morte di Boris Nemtsov: secondo un tribunale di Mosca è stato omicidio per denaro

ore 20.21 - Boris Nemtsov è stato ucciso durante una rapina mentre passeggiava vicino al Cremlino assieme alla fidanzata la sera del 27 febbraio. Lo stabilisce un tribunale a Mosca. L’omicidio sarebbe stato commesso per motivi di denaro, quindi connesso con la rapina, l'estorsione o il banditismo. È questa l'accusa annunciata in tribunale in relazione alla convalida degli arresti dei cinque sospetti (uno ha confessato, gli altri 4 negano) per la morte dell'oppositore russo anti-Putin. Il codice prevede pene fino all'ergastolo.

Domenica 8 marzo, ore 12.45 - Sono cinque, tutte cecene, le persone sospettate di essere coinvolte nell'assassinio dell'oppositore russo Boris Nemtsov, fermate ieri in Russia. Un sesto sospetto si è fatto saltare in aria ieri a Grozny, secondo quanto riferisce Radio Free Europe citando fonti della polizia cecena. In base a quanto si è appreso, l'uomo si è tolto la vita facendo esplodere una granata quando la polizia ha cercato di fare irruzione nell'appartamento dove si era nascosto.

Pur mantenendo aperte tutte le piste, l’indagine sulla morte di Nemtsov sembra avere imboccato con decisione la strada che porta alla Cecenia e al fondamentalismo islamico che avrebbe colpito il leader dell’opposizione per le posizioni a favore della libertà d’espressione assunte dall’oppositore di Putin nei giorni successivi alla strage di Charlie Hebdo.

Questa, almeno, è la versione che viene passata dall’informazione di regime. Fra gli elementi emersi in questa prima settimana di indagini vi sono molte analogie con l’assassino di Anna Politkovskaya: dall’arma, una pistola Makarov, agli esecutori caucasici (tre fratelli ceceni condannati dopo altrettanti processi), dagli organizzatori ai mandanti ignoti.

Sabato 7 marzo, ore 20.00 - Mentre sulla stampa italiana si sta diffondendo a macchia d’olio la notizia che le due persone arrestate oggi in Russia con l’accusa di essere gli esecutori materiali dell’omicidio di Boris Nemtsov avrebbero già ammesso le proprie responsabilità, la stampa russa non dà notizie in questo senso.

C’è chi cita “l'autorevole quotidiano Kommersant” come autore dell’indiscrezione, ma il sito ufficiale del quotidiano precisa che i due avrebbero ammesso di aver compiuto dei crimini importanti, non che abbiano confessato il delitto di Nemtsov.

La stampa locale, comunque, ha precisato che le indagini delle autorità russe continuano senza sosta. Anzor Gubashev e Zaur Dadayev vengono indicati come esecutori materiali del delitto, ma ammesso che siano davvero stati loro, resta ancora da chiarire da chi sia partito l’ordine di esecuzione.

Sabato 7 marzo 2015 - I servizi segreti russi hanno annunciato di aver tratto in arresto due persone in relazione all’omicidio di Boris Nemtsov. Lo ha rivelato in un breve comunicato trasmesso dall’emittente russa Channel One il capo dei Servizi federali per la sicurezza della Federazione russa (FSB), Alexander Bortnikov, che non ha fornito ulteriori dettagli oltre al nome delle due persone in custodia, Anzor Gubashev e Zaur Dadayev.

Sono state alcune fonti vicine agli inquirenti a rivelare all’agenzia Interfax che i due arrestati sarebbero gli esecutori materiali del delitto, o che almeno sarebbero sospettati di averlo fatto. A loro i militari sarebbero arrivati dopo il ritrovamento dell’automobile utilizzata nell’attentato.

Morte di Boris Nemtsov: uno degli assassini si sarebbe suicidato

Giovedì 5 marzo 2015 - Oggi il Premier italiano Matteo Renzi ha depositato un mazzo di fiori sul ponte Moskvoretsky dove è avvenuto l'omicidio di Boris Nemtsov. Intanto vanno avanti le indagini e gli investigatori sono certi di aver individuato i colpevoli. Secondo l'agenzia Rupli, uno degli assassini, Aslan Alkhanov, sarebbe stato trovato morto la notte del 28 febbraio. Sarebbe un membro del gruppo estremista ceceno Doku Umarov e sempre secondo l'agenzia di notizie video russa accanto al suo corpo sarebbe stato ritrovato un computer portatile con all'interno numerosi documenti che gli inquirenti stanno esaminando. La morte di Alkhanov sembrerebbe dovuta a un suicidio, ma nulla è confermato. Su alcuni blog russi si legge che Alkhanov sarebbe arrivato a Mosca da Kiev per uccidere Nemtsov su ordine di Dmitro Iarosh, il leader dei paramilitari ucraini di estrema destra di Pravi Sektor.

Tra le ipotesi sulla morte di Nemtosv c'è anche quella dell'assassinio di matrice islamista, vista la posizione del politico dopo l'attentato a Charlie Hebdo.

Morte di Boris Nemtsov: i funerali


Martedì 3 marzo 2015

17:55 Smentita la presenza di una partecipazione ai funerali di Nemtsov del primo ministro russo Dmitry Medvedev. C'erano invece tra gli altri l'ex premier Mikhail Kasyanov, Ilya Iashin, altro leader della protesta anti Putin, il banchiere Mikhail Fridman, a capo di Alfa Bank, e la figlia dell'ex presidente russo Boris Eltsin, Tatiana. Di Eltsin, morto nel 2007, Nemstov fu vicepremier. Presente alle esequie anche moglie del blogger Alexey Navalny.

17:45 - "Boris Nemtsov è stato ucciso per volere del presidente russo Vladimir Putin": così scrive il blogger e oppositore del presidente russo, Alexiei Navalny- "Ritengo che Nemtsov sia stato ucciso dai servizi segreti o da un'organizzazione pro governativa su ordine delle autorità politiche del Paese". Il giorno in cui Nemtsov è stato ucciso, venerdì scorso, coincide con la nuova festività delle Forze speciali voluta da Putin, spiegano alcuni media russi. Al blogger non è stato concesso di partecipare ai funerali dell'amico, l'uomo sta scontando 15 giorni ai domiciliari per "disturbo della quiete pubblica".

Martedì 3 marzo 2015, ore 10:45 - I funerali di Boris Nemtsov si tengono oggi, non partecipa la fidanzata - testimone dell'omicidio del leader politico che incarnava l'opposizione al presidente Vladimir Putin - ma alla camera ardente a Mosca sono presenti migliaia di persone.

La compagna della vittima, la modella Anna Duritskaya, è tornata in Ucraina, suo paese d'origine. Prima di farlo agli inquirenti ha spiegato - ritrattando in parte la sua prima versione - che non sa da "dove sia sbucato l'assassino. E' successo alle mie spalle". A piangere sulla bara di Nemtsov la madre, l'ex moglie e i figli del politico assassinato venerdì sera a colpi di arma da fuoco nei pressi del Cremlino.

La camera ardente per Nemtsov è stata allestita nel centro Sakharov (Andrej Dmitrievi?, il fisico e dissidente sovietico, Nobel per la pace nel 1975). L'Ansa da Mosca precisa che sono presenti i vice premier Arkadi Dvorkovich e Serghiei Prikhodko, la portavoce del premier russo Dmitri Medvedev, l'ex premier Mikhail Kasianov, ora nella file all'opposizione, e l'ambasciatore statunitense John Tefft, in rappresentanza di Barack Obama.

Nemtsov avrà sepoltura in un cimitero alla periferia della capitale russa, lo stesso dove riposa da ormai quasi 10 anni la giornalista Anna Politkovskaia, altra voce fuori dal coro e spina nel fianco con il suo lavoro del presidente-zar Putin, uccisa in un agguato a colpi di pistola a Mosca.

I funerali di Nemtsov preceduti dalla camera ardente al centro Sakharov saranno comunque off limits per l'amico e altro fermo oppositore di Putin Alexiei Navalni: il blogger sta scontando 15 giorni di carcere per disturbo della quiete pubblica, la sua richiesta di sospendere la pena per partecipare al rito funebre non è stata accettata dai giudici perché non è un parente di Nemtsov né ha motivato con circostanze esclusive la sua volontà di partecipazione.

(r.m.)

Russia, morte Nemtsov: la fidanzata non ha visto il killer


Lunedì 2 marzo 2015

17:10 - Anna Duritskaya la modella ucraina compagna di Boris Nemtsov e che gli era accanto nel momento dell'attentato, ha parlato con una tv indipendente, Dozhd, e ha detto di non aver visto l'assassino, perché tutto è successo alle sue spalle. La ragazza ha detto:

"Quando mi sono girata, ho visto solo un'auto bianca, ma non ho visto la marca o la sua targa. Non ho visto l'assassino entrare nella vettura"

ha anche affermato di non aver notato se c'era qualcuno che li pedinava oppure no e ha escluso la gelosia come movente dell'omicidio perché né lei né Nemtsov avevamo mai ricevuto minacce di questo tipo.

Domani pomeriggio i funerali si terranno al cimitero Troyekurovskoye, alla periferia occidentale di Mosca, dove e' sepolta anche la giornalista Anna Politkovskaia, uccisa sotto casa nel 2006. Alle 10 de mattino ci sarà una camera ardente al centro Sakharov.

Lunedì 2 marzo 2015 - Secondo quanto riportato dal quotidiano Kommersant, alcune telecamere di sorveglianza, posizionate nella zona dove è avvenuto l'omicidio di Boris Nemtsov, erano spente. Particolare, questo, che getta nuove ombre sulla vicenda.

L'unica telecamera che ha ripreso la scena del delitto è stata quella dell'emittente moscovita Tvcenter. Le immagini diffuse, però, sono a bassa definizione perché il dispositivo viene usato unicamente per far vedere il panorama come sfondo, prima o durante i telegiornali.

Ricordiamo, inoltre, che poche ore dopo la diffusone del video, sul canale Tvc, Mitya Aleshkovski, ex fotografo dell'agenzia Tass, ha pubblicato su Twitter la foto di una telecamera direzionata verso il luogo dell'omicidio, ma di queste riprese non si ha ancora nessuna notizia.

Dopo la manifestazione di domenica, domani saranno celebrati i funerali del politico di opposizione. Ad Anna Duritskaya, la modella ucraina che si trovava in compagnia di Nemtsov la sera dell'omicidio, non è stato concesso di partecipare al rito. Lei vorrebbe tornare a Kiev, ma le autorità russe non la lasciano uscire dall'abitazione degli amici che in questo momento la ospitano. La ragazza è già stata sottoposta ad un interrogatorio durato tutta la notte, ma evidentemente per la polizia non è abbastanza.

È stata vietata la partecipazione ai funerali anche ad Aleksei Navalny, il blogger anti-Putin attualmente agli arresti domiciliari. Invece Gary Kasparov, l’ex candidato alla presidenza e campione mondiale di scacchi, che ora vive negli Stati Uniti, ha scelto di non tornare per l'occasione. Alla stampa che gli ha chiesto il motivo della sua assenza ha risposto: "non acquisto biglietti di sola andata".

Russia, morte Nemtsov: il video dell'omicidio. In piazza migliaia di persone lo ricordano


ore 16.47

- Decine di migliaia di persone sono in piazza per manifestare e rendere omaggio a Boris Nemtsov: 70mila persone secondo gli organizzatori, 16mila secondo la polizia. “È morto per il futuro della Russia”, “Io non ho paura” e “Si è battuto per una Russia libera” sono molti dei cartelli esposti dai manifestanti scesi in piazza in Russia. Altri slogan fanno riferimento ai sollevamenti di piazza di Maidan, a Kiev, nel febbraio 2014.

ore 14.37 - L’opposizione russa sta scendendo in piazza per ricordare Nemtsov: sono migliaia le persone che si sono riunite in strada con ritratti del politico o con cartelli che inneggiano al coraggio. La marcia si dirigerà verso il ponte Bolshoi Kammeny, luogo dell’omicidio, a pochi metri dal Cremlino. Dopo l’agguato di sabato notte si è deciso di annullare la Marcia di primavera dell’opposizione che era stata organizzata per quest’oggi.

ore 14.02 - L'emittente televisiva russa Tse ha trasmesso quello che sembra essere un video del momento dell'uccisione dell'oppositore russo Boris Nemtsov, freddato a colpi di pistola nel centro di Mosca nella notte tra venerdì e sabato. L'omicidio, stando al video, sarebbe avvenuto alle 23.31 locali (le 21.31 in Italia). Il filmato – ripreso da una telecamera molto lontana dal luogo dell’omicidio - mostra anche una persona, forse l'assassino, che sale di corsa su un'auto e si dilegua, probabilmente con un complice.

domenica 1° marzo, ore 10.15 Secondo il presidente ucraino Petro Poroshenko, Boris Nemtsov avrebbe dovuto “presentare prove convincenti della partecipazione delle forze armate russe in Ucraina” e sarebbe stato ucciso proprio per questa ragione. Intanto sono state ricostruite le sue ultime ore: Nemtsov era stato a cena con la sua compagna Anna Duritskaya e, quando stavano rientrando a casa, lui è stato colpito da numerosi colpi di arma da fuoco sparati da un’auto. L’auto dalla quale i killer hanno sparato è stata trovata: una Lada Priora di colore bianco, trovata nell’area pedonale di Arbat, a pochi chilometri dal luogo dell’attentato.

Il mondo dell’opposizione non ha dubbi sulle radici politiche dell’omicidio e l’uomo politico, poche ore prima di essere ucciso, aveva rilasciato un’intervista nella quale aveva chiesto la cessazione delle ostilità in Ucraina, ribadendo che l’attuale gravissima crisi fosse il frutto della “folle politica” attuata da Putin in Ucraina.

Russia, ucciso Boris Nemtsov. Putin: "Ha lasciato una traccia nella storia"


15.50

- Dopo Matteo Renzi, anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha rilasciato un breve comunicato con cui ha rivolto le proprie condoglianze alla famiglia di Nemtsov e auspicato che il Cremlino faccia tutto quanto in proprio potere per chiarire cosa sia accaduto:

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha appreso del brutale assassinio di Boris Nemtsov avvenuto nel centro di Mosca. Con Nemtsov scompare una figura significativa ed un autorevole esponente dell'opposizione in Russia. Il Capo dello Stato ha espresso l'auspicio che i colpevoli del gesto efferato possano presto essere assicurati alla giustizia.
Il Presidente Mattarella rivolge le sue condoglianze ai familiari di Nemtsov, alla dirigenza del suo Partito e a tutto il popolo russo.

15.10 - L’agenzia Interfax riferisce che il presidente Putin ha espresso le proprie condoglianze dalla madre di Nemtsov, Dina Eidman, e promesso che “sarà fatto tutto il necessario per dare gli organizzatori e agli esecutori di questo cinico omicidio la punizione che meritano”.

Nel suo messaggio il Presidente Putin si è concesso anche un piccolo elogio dell’avversario politico:

Boris Nemtsov ha lasciato una traccia nella storia, nella politica e nella vita pubblica della Russia. […] Ha sempre difeso la propria posizione in modo onesto e diretto, difendendo il proprio punto di vista.

12.20 - Mentre continuano ad arrivare condanne da una parte all’altra del Mondo, gli investigatori russi che da ieri sera si stanno occupando dell’omicidio di Boris Nemtsov, ipotizzano che il delitto possa esser stato una “provocazione finalizzata a destabilizzare il Paese”. Certo, in un momento in cui il presidente Vladimir Putin è sotto l’occhio del mirino, criticato aspramente dalla comunità internazionale, l’omicidio del leader dell’opposizione appare piuttosto sospetto.

Era stato lo stesso Nemtsov, poche settimane fa, a dichiarare in un’intervista di temere che Putin l’avrebbe fatto uccidere a causa della propria opposizione sulla guerra in Ucraina. Pochi giorni dopo, l’ex Primo Ministro è stato ucciso davvero.

Il Presidente ucraino Petro Poroshenko, nel descrivere Nemtsov come un “ponte tra la Russia e l’Ucraina”, ha fatto sapere che “i colpi degli assassini hanno distrutto quel ponte. Non credo si sia trattato di un incidente”. Accuse pesanti che arrivano in un momento estremamente delicato tra i due Paesi, con una sottile tregua che da giorni sembra reggere a fatica.

A puntare il dito contro il Cremlino sono stati anche gli altri leader dell’opposizione, a cominciare da Mikhail Kasyanov:

Questa non è una provocazione, è una rappresaglia. Si tratta di un’intimidazione. Non ci faremo spaventare. E’ compito degli investigatori determinare chi ha ordinato la sparatoria.

Il fatto che Kasyanov non parli di chi ha compiuto l’assassinio, ma di chi l’ha ordinato la dice lunga. Oggi, intanto, Mosca ha autorizzato una veglia in ricordo di Nemtsov.

Russia, ucciso Boris Nemtsov, leader dell’opposizione a Putin
Russia, ucciso Boris Nemtsov, leader dell’opposizione a Putin
Russia, ucciso Boris Nemtsov, leader dell’opposizione a Putin
Russia, ucciso Boris Nemtsov, leader dell’opposizione a Putin
Russia, ucciso Boris Nemtsov, leader dell’opposizione a Putin
Russia, ucciso Boris Nemtsov, leader dell’opposizione a Putin
Russia, ucciso Boris Nemtsov, leader dell’opposizione a Putin

11.10 - Anche il Governo Italiano ha condannato l’omicidio di Nemtsov. Una scarna nota di Palazzo Chigi, diffusa questa mattina, recita:

Il Governo italiano condanna nella maniera più ferma il barbaro omicidio di Boris Nemtsov e auspica un'indagine accurata che porti alla rapida individuazione e condanna dei responsabili.

28 febbraio 2015 - A poche ore alla conferma dell’omicidio di Boris Nemtsov, la condanna degli Stati Uniti è prontamente arrivata. Il Presidente Barack Obama ha dichiarato:

Gli Stati Uniti condannano il brutale assassinio di Boris Nemtsov, e chiedono al governo russo un'indagine imparziale e trasparente per portare coloro che ne sono responsabili davanti alla giustizia.

E, ancora:

Ho ammirato la coraggiosa dedizione di Nemtsov alla lotta contro la corruzione in Russia e la sua volontà di scambiare il suo punto di vista con me quando ci siamo incontrati a Mosca nel 2009.

Le indagini vengono condotte sotto il diretto controllo di Vladimir Putin, come annunciato già ieri sera.

Russia, ucciso Boris Nemtsov, leader dell’opposizione a Putin

Boris Nemtsov, leader dell’opposizione a Vladimir Putin, è stato vittima di un agguato tesogli, secondo la testimonianza del suo amico Yuri Barmin, mentre passeggiava con un'amica ucraina (rimasta incolume) nel centro di Mosca. A sparargli sarebbero stati dei sicari scesi da un’automobile nei pressi del Cremlino. L’agenzia Tass riferisce che Nemtsov è stato colpito da quattro colpi di arma da fuoco.

Secondo Barmin la ragazza con cui si trovava Nemtsov è Anna Duritskaya, una ucraina 22enne.

Ha anche postato la foto dell’auto su cui viaggiavano i killer

E ha aggiunto che secondo l’avvocato di Nemtsov il suo assistito potrebbe essere stato ucciso da volontari di ritorno dall’Ucraina. Sembra inoltre che la vittima stesse per pubblicare una relazione sulla presenza delle truppe russe in Ucraina che comprenderebbe anche importanti documenti e interviste ai soldati.

Vladimir Putin ha subito commentato l’accaduto, le sue parole sono state riportate dall’agenzia Ria Novosti, secondo la quale il Presidente russo ha detto:

“È un omicidio crudele e una provocazione”

poi ha assicurato che le indagini saranno condotte sotto il diretto controllo del Cremlino.


Boris Nemtsov, 55 anni, aveva studiato Fisica e nella seconda metà degli anni ’90 era visto come il possibile successore di Boris Yeltsin al Cremlino. È stato governatore di Nizhni Novgorod, poi ha ricoperto importanti incarichi di governo a Mosca, fino ad assumere la carica di vicepremier durante la presidenza Yeltsin. In seguito aveva fondato, insieme con l’ex premier Serghiei Kirienko e con l’altro ex vicepremier Anatoli Ciubais, l’Unione delle Forze di Destra, una formazione liberale, ma, a differenza dei suoi colleghi, all’inizio degli anni 2000 si era schierato apertamente contro Vladimir Putin, accusandolo di autoritarismo e continuando a polemizzare con lui fino a oggi, criticandolo anche per la sua vita agiata mentre gran parte della Russia ha difficoltà economiche. Nel Paese aveva posizioni minoritarie.

Per domani, domenica 1° marzo 2015, era in programma una manifestazione intitolata alla “primavera”, una grande protesta contro Putin, la prima dopo molti mesi di silenzio delle opposizioni. Nemtsov vi avrebbe dovuto prendere parte.

Boris Nemtsov ucciso in agguato a Mosca

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