Salvini e la Lega Nord a Roma: una riflessione cromatica

La mutazione genetica della Lega Nord è giunta all’atto conclusivo: sul palco di piazza del Popolo il verde è stato abolito

Il blu cobalto, il rosso, il bianco e uno spruzzo di giallo. Erano questi i colori sul palco della Lega Nord ieri pomeriggio. E il verde, il colore feticcio della Lega Nord? Non pervenuto. Sul palco Matteo Salvini indossa una maglietta nera, con la scritta Io sto con Stacchio.

Perché una trasformazione sia completa bisogna cambiare tutto, perfino il colore. Sarebbe ingenuo pensare che Matteo Salvini abbia bonificato la Lega Nord dall’ossessione bossiana del verde in maniera del tutto casuale. Sulla foto del suo profilo resta una cravatta verde, giusto un residuo della vecchia Lega Nord che non c’è più e che, tanto per fare un altro esempio, la parola “Padania” non la usa nemmeno per sbaglio.

Il palco, su cui sfila l’estrema destra romana che ricorda “i nonni dei nostri nonni” andati su nel Carso a difendere i confini e che spiega che in Italia non c’è posto per nessun altro se non per gli italiani, si adatta più a una t-shirt nera, colore che evoca il nero di un secolo fa, quello che diventò di moda dopo altre scontentezze e altri populismi.

Il blu cobalto, il rosso, il bianco e uno spruzzo di giallo. Anche su Facebook (vedere sotto) Salvini ha “deverdizzato” la Lega Nord. Ieri in piazza c’erano ancora bandiere verdi, cappellini verdi, fazzoletti, camice e sciarpe verdi. La base arriva sempre un po’ in ritardo ma i vertici - Maroni e Zaia, oltre a Salvini - sono già deverdizzati.

È un colore troppo compromesso con l’idea della Padania per andarci a Roma. E Salvini vuole prendersi tutto il Paese, non Roma soltanto: il nemico non è più interno (Roma ladrona, il Meridione parassitario), ma esterno (l’Isis, i migranti, l’Europa). Quindi se sui social media tira bordate a destra e a manca con la sicumera padronale di chi ha il seguito per ambire a un partito personalistico, in maniera subliminale lancia messaggi cromatici. Il verde è il passato: ci sono delle mutande verdi da dimenticare e ha chiuso persino il quotidiano La Padania! Il verde è demodé, fa strapaese, fa feste di Pontida con polenta e salsiccia, mentre adesso Salvini vuole parlare a tutto l’elettorato di destra, tanto da lavorare anche su un immaginario coloristico: il rosso, il blu e il bianco che sono i colori della Russia dell’amico Putin, emblema del nazionalismo muscolare. E poi, ma guarda un po’, se li si mescolano sono pure i colori della Francia di Marine Le Pen, con cui Salvini dialoga in Europa. Il blu cobalto che dice a Renzi di andare a casa è un azzurro un po’ più intenso e l’azzurro, in Italia, è il colore di Forza Italia, da cui Salvini vuole ereditare la leadership del centrodestra.

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Tanto che oggi il “centravanti” ha mostrato i muscoli mandando un messaggio ai forzisti:

Io voglio parlare di contenuti. Al di là delle polemiche vorrei sapere se Fi condivide o meno le proposte della Lega: se non le condividono, peggio per loro, perché i loro elettori sì.

L’altro Matteo, insomma, chiede a Forza Italia di adeguarsi a un nuovo contesto in cui ci vogliono colori più accesi. E, in caso contrario, Berlusconi e soci devono essere pronti a vedere i sorci, questi sì, ancora verdi.

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