Roberto Maroni ha prosciugato le casse della Lega Nord?

Milan Archbishop Meets The President of Lombardy Roberto Maroni

Davide Vecchi, su Il Fatto Quotidiano, ha pubblicato un articolo nel quale Roberto Maroni, ex segretario della Lega Nord, viene indicato come il responsabile di spese a dir poco esorbitanti. In sei mesi, anche per la campagna elettorale in Lombardia, avrebbe sborsato 5,9 milioni di euro (sui 6 presenti nelle casse del suo partito). L'ingente somma di denaro sarebbe servita per pagare società di comunicazione, sondaggi e noleggi. Secondo quanto riportato dal giornalista: "fatture, contratti, ricevute di questi movimenti sono in possesso del Fatto Quotidiano".

Per quanto concerne la comunicazione, viene riportato che in appena tre mesi, da marzo a maggio 2013, dalle casse del Carroccio sono usciti 414.500 euro solo per Google. Tale impegno sarebbe servito per promuovere l'immagine di una rinnovata Lega Nord, che dopo gli scandali, tornava alle radici. A tale riguardo ricordate lo slogan Prima il Nord? Probabilmente no, visto che la strategia di Maroni si è rivelata fallimentare e ora il suo partito ha aperto al Mezzogiorno, sposando il lepenismo.

Matteo Salvini, all'inizio, si trovava sulla stessa lunghezza d'onda dell'attuale Governatore della Lombardia. Quando divenne segretario a Torino era ancora un "nordista". Ma gli ideali del congresso celebrato al Lingotto ora sono lontani. Quello che rimane della due giorni piemontese, invece, sono i 48 euro spesi per l'affitto della struttura.

Ma non è finita qui. Per il Fatto, Maroni ha tirato fuori altre somme considerevoli per la sua campagna elettorale e per le concomitanti consultazioni politiche. Pare che 150mila euro siano serviti per “pulire internet”, compito affidato a una società di reputation manager. In appena tre giorni, poi, "vengono distribuiti 250 mila euro, così: 125 mila alla società Opportunity marketing per un 'piano media Lega Nord' il 18 febbraio, il giorno successivo 52.550 al gruppo Fma come acconto per 'Guerrilla pre evento elettorale' e 22mila a Mailclick per la campagna Lega Nord, mentre il 20 febbraio 53.449 euro vanno alla Manzoni: pubblicità".

A questi soldi andrebbero aggiunti i 199 mila euro incassati dalla società di comunicazione di Patrizia Carrarini, oggi assunta in Regione. Senza contare, infine, le spese in sondaggi, gadget, hostess, arrivando così ad un totale di 500 mila euro.

Poi ci sono da considerare gli aiuti al giornale La Padania: "tre bonifici da 150mila euro per la società che lo edita". Inoltre, scrive Vecchi, Maroni "fa sottoscrivere al suo partito ben 20.613 abbonamenti per un costo complessivo a carico delle casse di via Bellerio di 773.193,63 euro". Il giornale si trova comunque in una situazione fortemente critica e questo certifica le velleità dei finanziamenti.

Quello che lascia interdetti, però, è il licenziamento dei 71 dipendenti della Padania: per attivare i contratti di solidarietà sarebbe bastato 1 milione di euro.

Infine, un'altra fetta consistente dei soldi usciti dalla casse del Carroccio è andato in noleggio di auto e consulenze varie. Stefano Stefanini, succeduto a Belsito come tesoriere della Lega, pare che abbia confermato le uscite di 5,9 milioni al giornale.

Stefanini ha lasciato il suo incarico dopo un anno ed è tra i favorevoli a presentare la Lega Nord come parte civile nel processo contro Belsito; cosa sulla quale Salvini non è concorde.

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